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Discussione: Sax in ottone o in plastica?

  1. #1

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    Sax in ottone o in plastica?

    Chissà se la plastica si avvicina più all'ottone, al rame, al bronzo o all'argento

    https://www.youtube.com/shorts/Mc62zi51GTA
    Borgani sax tenore pre-jubelee.
    Sax tenore reference 54, Selmer. Gottsu Double Rings. Ottolink tone edge
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    Sax soprano Yanagisawa S 900 bocchino selmer s80.

  2. #2
    Non riesco a capire bene i vantaggi.
    A livello produttivo non mi sembra ci siano grandissime economie nella realizzazione dello strumento, visto anche il livello di automazione raggiunto nella produzione dei sax in metallo e i costi molto bassi di uno strumento base costruito in oriente.
    A livello sonoro sembra esserci una differenza di timbro ridotta, che il video di proposito minimizza ulteriormente... bisogna poi vedere nelle situazioni reali come va
    A livello estetico i maggiori spessori resi necessari dalle peggiori caratteristiche meccaniche della plastica rendono lo strumento goffo, non dico inguardabile ma quasi...
    A livello pratico forse la plastica facilita la pulizia e non è affetta da ossidazione, ma come per tutte le resine bisogna vedere come invecchia...

  3. #3
    qui un video di un tenore in policarbonato trasparente

    https://www.youtube.com/watch?v=96v0uoLB6eU

    Sembra esserci una certa differenza di timbro, il metallo è più sonoro e squillante, la plastica sonoramente più morbida e un po' più "attufata", magari per qualche genere funziona...

  4. #4
    be' quello trasparente con la condensa è atroce - cercati il "grafton": era molto bello esteticamente e fu usato per qualche anno da Ornette Coleman e da Charlie Parker in uno sei suoi concerti più noti (Massey Holl, Toronto, 1953), senza che fosse avvertibile nessuna particolare differenza dal punto di vista timbrico
    credo che l'uso della plastica andrebbe ridotto al massimo, ma non ho idea dell'impatto ecologico che possa avere la fabbricazione di questo tipo di strumenti.
    devo dire che il suono non mi dispiace, ovviamente è diverso (più marcato nel caso del secondo video) e non è detto che vada bene a chiunque

    ps gli ottoni in plastica sono estremamente economici e ottimi per iniziare (li consigliano anche professionisti esperti - io ho un trombone di plastica, pagato sui 150 euro consigliatomi da un concertista classico)

  5. #5
    Citazione Originariamente Scritto da HCE Visualizza Messaggio
    be' quello trasparente con la condensa è atroce - cercati il "grafton": era molto bello esteticamente e fu usato per qualche anno da Ornette Coleman e da Charlie Parker in uno sei suoi concerti più noti (Massey Holl, Toronto, 1953), senza che fosse avvertibile nessuna particolare differenza dal punto di vista timbrico
    credo che l'uso della plastica andrebbe ridotto al massimo, ma non ho idea dell'impatto ecologico che possa avere la fabbricazione di questo tipo di strumenti.
    devo dire che il suono non mi dispiace, ovviamente è diverso (più marcato nel caso del secondo video) e non è detto che vada bene a chiunque

    ps gli ottoni in plastica sono estremamente economici e ottimi per iniziare (li consigliano anche professionisti esperti - io ho un trombone di plastica, pagato sui 150 euro consigliatomi da un concertista classico)
    Un mio caro amico suona una tromba in plastica da due soldi che va molto bene... ma la meccanica della famiglia delle trombe è decisamente più semplice di quella di un sassofono che ha decine di chiavi, alberini, tasti, molle, tamponi...
    Per quanto riguarda invece l'impatto ecologico non c'è dubbio che la plastica sia estremamente vantaggiosa per il grande risparmio energetico e per l'assenza di laccature, cromature ecc., che sono lavorazioni molto inquinanti.

  6. #6
    Certo dal punto di vista meccanico non c'è paragone :)
    dal punto di vista ecologico pensavo anche a tutto quello che riguarda l'estrazione e lavorazione dei metalli grezzi, poi c'è plastica e plastica, ci sarebbe da valutare la possibilità di riciclo etc... - però sono veramente argomenti in cui non mi addentro non avendo competenze sufficienti (e sapendo che, spesso, ciò che sembra ragionevole a livello intuitivo, conti alla mano si rivela sbagliato...)

  7. #7

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    Credo che si tratti di esperimenti sfiziosi e nient'altro. I sassofoni "seri" non sono in plastica. L'unico vantaggio è che la plastica nn ossida.
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  8. #8
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    Scusate ma del VibratoSax se ne parla almeno da 15 anni e il forum è pieno di discussioni e recensioni al riguardo .


    https://www.saxforum.it/forum/search...archid=6396721


    Schiaccio e baratto ergo sum
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  9. #9

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    Citazione Originariamente Scritto da Il_dario Visualizza Messaggio
    Scusate ma del VibratoSax se ne parla almeno da 15 anni e il forum è pieno di discussioni e recensioni al riguardo .


    https://www.saxforum.it/forum/search...archid=6396721
    Ah, ok, non immaginavo fosse una celebrità, credevo si trattasse di un semplice sax in plastica. Comunque il link non funziona.
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  10. #10
    Moderatore L'avatar di Il_dario
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    riprovo, comunque scrivi “vibratosax” nella casella di ricerca


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  11. #11
    A livello produttivo ci sono ENORMI differenze tra un sassofono "convenzionale" e un sassofono in plastica.

    Ti basti pensare che per realizzare un sassofono in plastica ti basta colare plastica liquida dentro uno stampo.... in collare a caldo qualche qualche componente, i tamponi sono flottanti, in silicone...
    Per realizzare uno strumento convenzionale devi: tagliare e piegare lamiere, brasare (sui Selmer addirittura alcune parti sono saldata), lucidare, tornire, fresare, piegare, fare trattamenti termici, decapare, verniciare...

    Citazione Originariamente Scritto da marco_palomar Visualizza Messaggio
    Non riesco a capire bene i vantaggi.
    A livello produttivo non mi sembra ci siano grandissime economie nella realizzazione dello strumento, visto anche il livello di automazione raggiunto nella produzione dei sax in metallo e i costi molto bassi di uno strumento base costruito in oriente.
    In vendita:
    - TMS #7* Square Chamber per sax soprano (rework by Fabio Menaglio): https://www.saxforum.it/forum/showthread.php/28363

  12. #12
    Citazione Originariamente Scritto da tzadik Visualizza Messaggio
    A livello produttivo ci sono ENORMI differenze tra un sassofono "convenzionale" e un sassofono in plastica.

    Ti basti pensare che per realizzare un sassofono in plastica ti basta colare plastica liquida dentro uno stampo.... in collare a caldo qualche qualche componente, i tamponi sono flottanti, in silicone...
    Per realizzare uno strumento convenzionale devi: tagliare e piegare lamiere, brasare (sui Selmer addirittura alcune parti sono saldata), lucidare, tornire, fresare, piegare, fare trattamenti termici, decapare, verniciare...
    non so, mi rendo conto che il fusto sia molto più facile da fabbricare per stampo, anche se va poi rifinito, ma riferivo al fatto che comunque tutti i meccanismi vanno montati...

  13. #13
    Moderatore L'avatar di Il_dario
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    @marco_palomar. Evita di citare per intero il messaggio a cui stai rispondendo , grazie


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  14. #14
    Citazione Originariamente Scritto da marco_palomar Visualizza Messaggio
    ma riferivo al fatto che comunque tutti i meccanismi vanno montati...
    La storia è molto più complessa su uno strumento convenziale.

    Sul policarbonato non fai grosse modifiche/lavorazioni.
    Quando hai meccanica in ottone e viteria in acciaio invece serve una preparazione dedicata (non alesature e altre cose che vedi di solito su Facebook e pure in qualche vecchio post qui su SaxForum ).
    In vendita:
    - TMS #7* Square Chamber per sax soprano (rework by Fabio Menaglio): https://www.saxforum.it/forum/showthread.php/28363

  15. #15
    Un Selmer o uno strumento di alta gamma è realizzato in modo quasi solo artigianale, uno Yamaha ha già una ingegnerizzazione più spinta, ma sempre viene rifinito manualmente, il sassofono da poche centinaia di euro su amazon viene prodotto in oriente e abbatte i costi non solo con le paghe basse degli artigiani e una cura minore ad ambiente, materiali e finiture, ma anche e soprattutto attraverso una automazione e un controllo numerico più pesanti... un buon sax di plastica, come quelli in policarbonato presentati, comunque continua a costare una cifra importante perché oltre alla fusione in stampo del corpo e dei leveraggi e alla laccatura, i cui costi vengono ovviamente abbattuti, rimangono l'assemblaggio, il controllo individuale e l'ammortamento dei macchinari, più costosi, e dei costi di ricerca e sviluppo. Mi pare che un vibratosax in policarbonato costi sugli 800 euro, con i quali si inizia a comprare un discreto sax tradizionale o un buon sax digitale... del resto il semplicissimo flauto con ancia venova della yamaha costa, a seconda della misura, dai 100 ai 200 euro.
    In sostanza il mio ragionamento vuole affermare che la scelta del materiale incide sui costi, ma non in maniera così determinante, per cui questi strumenti hanno come ragion d'essere o quella estetica (de gustibus) o la leggerezza indubbiamente favorevole. Probabilmente uno strumento ad ancia in plastica, per costare poco, dovrebbe essere progettato in maniera completamente diversa da un sassofono e quindi, fondamentalmente, essere un altro strumento.

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