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Discussione: un criterio di massima per abbinare ance e bocchini

  1. #1

    un criterio di massima per abbinare ance e bocchini

    Come da titolo, chiedo ai sassofonisti più esperti di me un criterio di massima per abbinare ance e bocchini.
    Tipo "tendenzialmente con apertura di imboccatura 4 usa un'ancia del 3, con un bocchino 7 usa una 2" e così via.
    Ovvio che poi molto dipende dall'impostazione e dall'esperienza del sassofonista, dal suono che cerca eccetera, però cercavo proprio una formuletta di massima, un "golden standard"

  2. #2
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    Non esiste un criterio di massima, come hai detto tu dipende dal saxofonista, ma non riguarda esperienza e ricerca di suono , almeno non inizialmente, ma dalla “confort zone” personale, che può cambiare nel tempo .
    Se usi bocchini molto aperti con ance molto dure fai molta fatica e via discorrendo.


    Schiaccio e baratto ergo sum
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  3. #3
    sì, immaginavo... fatto sta che in questo periodo faccio molta fatica, sia usando un'imboccatura 4 con ancia 2 che una 6 con ancia 3. Li alterno più per disperazione che per convinzione. E peraltro le ance della nota marca che le vende in confezioni singole mi fischiano praticamente sempre da nuove, da vecchie, ammollate, secche...

  4. #4
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    Si puó solo provare………..
    Ricorda : ogni sax ha il suo bocchino e ogni bocchino ha la sua ancia (non parliamo di legature )


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  5. #5
    il problema è che ogni sax costa centinaia o migliaia di euro, per ogni imboccatura si spendono almeno 50 euro e ogni ancia singola da provare costa 4 euro... e dalle mie parti i bocchini non te li fa provare nessuno, figuriamoci le ance! Andando per tentativi si possono spendere somme non indifferenti. Io più o meno inizio a capire cosa vorrei ottenere e quanta fatica riesco a sopportare, ma non riesco a trovare il setup giusto basandomi sulle recensioni o sulle descrizioni di ance o imboccature. Anche chiedere al maestro ha senso fino a un certo punto, perché lui ha la sua tecnica e il suo stile e usa il suo bocchino e il suo sax per ottenere il suono che piace a lui, e poi non sa esattamente, se non per quanto riportato, quanta fatica io faccia con una combinazione o con l'altra.
    Comunque comprerò ancora le ance singole della nota marca, sperando di trovare quella giusta e soprattutto sperando che non fischino, come fanno almeno una volta su due.

  6. #6
    Marco, dalle recensioni è impossibile capire cosa faccia per te. Ci vuole pazienza e si va per tentativi.
    A me la cosa che lascia francamente perplesso nel tuo caso è il senso di fatica di cui parli da mesi.
    È una cosa di cui conviene che parli con il tuo insegnante: è possibile che tu ti aspetti qualcosa di diverso dall'inevitabile, è possibile che tu faccia troppa fatica per ragioni che ci sfuggono.
    In molti anni di insegnamento mi sono capitati pochi casi di "fatica eccessiva reale" e un caso solo in cui non siamo riusciti a venire a capo di nulla.
    A questo punto devo dirtelo: a lasciarmi particolarmente perplesso è che tu faccia fatica col 4c e ance del 2. È un setup leggerissimo che uso con ragazzini delle medie. Ovviamente non c'è niente di male :) ed è addirittura possibile che tu debba perfino scendere ancora di durezza dell'ancia. Parlane col tuo maestro che ti conosce concretamente.
    Può darsi che tu sbagli qualcosa, anche nella respirazione

  7. #7
    Difficile spiegare a parole la situazione, va a finire che sembro pure scemo. Attualmente uso le 3 con i due yamaha di apertura 4 e 5 e le 2 con un'imboccatura del 6 tendente al 7, che suona meglio ma mi fa faticare di più. A strumento freddo il problema si acuisce, devo aspettare almeno un quarto d'ora per ottenere un'emissione sufficientemente fluida. Vabbè appena rivedo il maestro ne riparliamo, per l'ennesima volta.

  8. #8
    Usi troppi bocchini: così non capisci più nulla e non ti abitui a nulla.
    Ti direi di provare a tornare alle 2 con gli Yamaha, anche se, sotto una certa soglia, anche le ance deboli possono risultare faticose.
    Che ti serva un quarto d'ora è normale: vi scaldare entrambi, tu e l'ancia.
    Fai note lunghe?
    Fa pure un caldo infernale con afa, almeno qui: ieri ho fatto una prova di tre ore e mi sarei suicidato...

    PS Yamaha usa quello con cui ti trovi meglio.

  9. #9
    Ciao Marco, mi spiace perchè ti sento un po esasperato dalla situazione lo capisco. Le regole standard dicono b ecco aperto ancia leggera, becco chiuso ancia dura, Questo come concetto basico, poi ognuno ha la sua modalita. Come dice HCE, è strano avere tutto questo affaticamento a meno di grossi errori di respirazione ma credo più di imboccatura. Forse non sei ancora in grado di capire se l'ancia che metti su, al di la della gradazione, sia più o meno buona... forse stringi troppo e con ancia deboli chiudi subito il bocchino forse stringi troppo poco e con ancia dura non la fai vibrare correttamente.... ci sono troppi forse purtroppo valutando così a distanza.Ma il tuo insengnante che dice? che consigli ti da? In ultima analisi potrebbe anche essere il caso di cambiare insegnante, non è un delitto e in giro ci sono fin troppi "insegnanti" .
    Bluesax
    Ten. Selmer Super Action 80 serie I
    Ten. Amati Toneking Silver '57 (Stencil Keilwerth Toneking)
    STM NY 7*, Guardala MB II, Ottolink TE 8 (by Simone Borgianni)
    V16 T7 hr, Berg Larsen 110 sms 2 Grained
    Sopr. Werner Roth Silver '60 - Super Session J

  10. #10
    certo, anche la valutazione della qualità dell'ancia è un possibile fattore aggravante.
    in effetti forse dovresti anche spiegarci meglio che tipo di fatica fai: fiato? cioè ti stanchi e ti viene il fiatone? ti stanchi i muscoli della mandibola? fai fatica ad emettere il suono, ma non hai nè fiatone nè "stress" mandibolari?
    aggiungici che usare tre bocchini a rotazione non aiuta affatto da principianti. Ricordo che all'inizio inizio quando affiancai il saxofono al clarinetto quando passavo dall'uno all'altro era un tragedia... ovviamente la differenza di emissione fra tre bocchini di sax alto diversi e due strumenti più o meno affini è molto meno marcata, ma c'è...

  11. #11
    Il criterio di massima come ti hanno detto è becco aperto ancia leggera, becco chiuso ancia più dura. Detto questo devi capire tu con il tuo insegnante la tua confort zone. Specialmente all'inizio io sono contrario nel dare ance dure o medie perchè tendono a portare i musicisti in erba verso la brutta abitudine di un morso esagerato.
    La nr 2 su di un 4c è un ottimo inizio ma se hai difficoltà prova pure un mezzo numero in meno e bada per ora poco al suono, quello verrà tra un po!
    Io suono da circa 27 anni e sull'alto non vado oltre le 2,5-3 (dipende dalle ance) per una mia abitudine, perchè mi piace avere un attacco più agevole, una numero 3 su di un becco 6-7 è già un setup da navigato del sax.
    Non entrare nel vortice della miriade di sassofonisti che vede come obiettivo superare il collega nella durezza dell'ancia, non l'ho mai capita sta cosa.
    Alternare i becchi non è mai cosa buona (anche se io lo faccio perchè sono costretto quando passo dalla classica al jazz pop)....
    Il discorso è troppo ampio e solo una persona che guarda la tua impostazione può farsi una idea, inltre dovresti capire come rodare le ance, salvare le afone ecc ecc.....Io direi che dovresti continuare con il 4c ed ancia nr 2 (rodata a dovere)....e lavorare con questo setup per diverso tempo!
    Sax Soprano: J. Michael SP650
    Imboccatura: Bari 64
    Sax alto: Selmer SA80 II serie
    Imboccature: 10mfan Showboat n.7. Selmer s80 c*
    Sax tenore: Selmer SA80 II serie
    Imboccature: D'addario select jazz d6m, Jody Jazz DV 8*.


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