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Discussione: Come si migliora la propria musicalita'?

  1. #1

    Come si migliora la propria musicalita'?

    Ogni tanto sento dire: Rendi il brano piu' musicale. Ma come si rende un brano piu' musicale? Grazie a chi rispondera'

  2. #2
    sentendosi dire cose così generiche in effetti non è molto utile.
    diciamo che, in linea di massima, il primo passo è ascoltare molta, ma molta musica. nel caso della musica classica ascoltare diverse versioni dello stesso brano, tenendo conto anche del fatto che il gusto interpretativo cambia nel corso del tempo.
    come passi ulteriori bisogna andare "oltre il solfeggio" ... cioè non limitarsi a suonare le note giuste a tempo, ma rendere il tutto più fluido, compresa la pulsazione implicita. questa cosa piuttosto difficile da spiegare e da imparare, ma anche avendo un tempo fisso si può dare la sensazione di essere in anticipo o in ritardo rispetto alla pulsazione, oppure di fluttuare intorno. Utile trovare punti di riferimento metrici più larghi: l'inizio della battuta per esempio. Si può suonare con una certa elasticità avendo però l'obiettivo di "cadere" sul primo movimento di ciascuna battuta.
    Le dinamiche, le articolazioni e le agogiche non devono essere "appiccicate" alla musica, ma devono entrare in un discorso fluido e complessivo. In più, si possono dare moltissime sfumature che non sono scritte (e non si possono scrivere) che rendono viva la musica.
    La cosa per me più importante di tutte però è fraseggiare, cioè avere la consapevolezza che in musica ci sono delle direzioni e fare sentire queste direzioni. Una frase inizia e finisce in punti precisi, non per caso, bisogna dare l'idea di un arco tensionale che va dal punto A al punto B che si deve sentire come "necessario" - ovviamente la conoscenza del contesto e dell'armonia aiuta.
    Ci sono rare eccezioni, ma, di solito, in musica è così.

    Sono suggestioni, non ci sono tecniche. Qualcuno pensa di raccontare una storia, ci sono musiche costruite con schemi "teatrali" (in Mozart per esempio i diversi incisi melodici possono essere pensati come personaggi e come tali si comportano, come i temi), una volta che si diventa consapevoli di questi schemi li si introietta e l'interpretazione di quelle musiche diventa più naturale. Spesso ci sono schemi di chiamata e risposta, in cui il punto d'appoggio della chiamata è "aperto" (non conclusivo, per esempio una cadenza sospesa alla dominante) e la risposta è "chiusa" (conclusiva, con una cadenza alla tonica).
    Sto semplificando moltissimo ovviamente e, ripeto, non ci sono tecniche: ci vuole tanto ascolto, studio anche teorico e qualcuno che ti guidi dandoti dei suggerimenti mentre ti sente suonare, magari facendoti anche degli esempi pratici.

  3. #3
    ehm intanto mi scuso per il cattivo italiano: ieri avevo fatto una modifica, ma non ho controllato che tutto filasse per il verso giusto. "sentendosi" va letto "sentirsi" ... il resto non è comunque bellissimo, ma si può leggere.

    detto questo, mi è venuto in mente che ieri ho dimenticato una cosa: improvvisare è utilissimo per affinare la propria musicalità. Nei conservatori europei è normale che tutti facciano dei laboratori di improvvisazione "non idiomatica" basati sull'ascolto reciproco: studenti di jazz, musica classica e musica antica.

    è una cosa che puoi provare a fare con qualche altro studente anche a livello informale: trovatevi semplicemente a suonare, senza preoccupazioni e senza prendere accordi in anticipo su quello che farete, dovete solo cercarvi a vicenda ... è improvvisazione didattica o autodidattica, diciamo così

  4. #4
    Io, generlamente, quando lo spiego ai miei allievi più reattivi, più vogliosi di fare qualcosa di bello con lo strumento, che magari hanno un'idea di ciò che vorrebbero suonare una volta appresi i rudimenti, una delle cose che suggerisco è quella di suonare gli esercizi come fossero dei brani, mettendoci anima, dando valore ad ogni singola nota, pensando che siano delle melodie.
    Come fare questo? HCE suggerisce l'ascolto, cosa più che fondamentale, direi indispensabile, a quel punto si può prendere uno spartito e aggiustarne a proprio piacimento la melodia, le durate delle note, il tempo delle stesse senza perdere di vista il tempo generale del brano.
    Ovviamente parlo di Jazz o musica moderna, nel classico ed orchestrale non sono per niente preparato quindi non mi permetterei di spostare le note ma soltanto d'interprerne gli accenti come le suggerisce il lo sparito, il maestro o come le sento se suonassi senza direttore.
    Certo, gli esempi pratici dicono molto più delle parole...
    Tenore Grassi Ammaccato '77 (strumento principale)
    Tenore Grassi Wonderful' 81
    Ottolink metal STM Usa 7*, Rigotti 3,5 Strong
    Alto Grassi '76 stonato ma bellissimo, Ottolink HR 7*, Rigotti 2,5 Strong
    Clarinetto Jupiter in legno (in prestito), Ottolink HR 6*, Rigotti 3,5 Strong per sax soprano

  5. #5
    L'avatar di Bronx
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    Se non disponi di un insegnante con cui confrontarti, ascolta tanta musica: credo che la domanda così, come è stata formulata, porti direttamente ad una risposta del genere (perchè mi appare rivelare questa carenza).
    Magari ascolta lo stesso brano suonato da più interpreti, in modo da vedere come hanno giocato tra le note.
    Quello che dicono HCE e Daniele è fondamentale, in particolare interpretare anche i singoli esercizi, dando loro una espressione.
    L'ultima frase di Daniele è rivelatrice: ascolta proprio lui, ascolta i brani che posta, ascolta i brani che propone, l'interpretazione che ne da (e se non li conosci vai a sentire l'originale): è meraviglioso, anche nella voce che da allo strumento.
    Alto: Selmer Super Action 80 Serie I argentato 372xxx (1985)
    Tenore: Selmer Mark VII argentato 264xxx (1977)
    Set-up: studio...

  6. #6
    quando uno si sveglia e legge delle cose così belle...sono un po' imbarazzato, non penso di poter essere un punto di riferimento, ma ti ringrazio tantissimo perchè fa davvero bene sentirselo dire...comunque sia, a Paolo auguriamo un rapporto con la Musica profondo come quello che viviamo noi
    Tenore Grassi Ammaccato '77 (strumento principale)
    Tenore Grassi Wonderful' 81
    Ottolink metal STM Usa 7*, Rigotti 3,5 Strong
    Alto Grassi '76 stonato ma bellissimo, Ottolink HR 7*, Rigotti 2,5 Strong
    Clarinetto Jupiter in legno (in prestito), Ottolink HR 6*, Rigotti 3,5 Strong per sax soprano

  7. #7
    ottimo risveglio direi :)

    Paolo fa musica classica, ma i riferimenti possono essere molteplici e la musicalità è una sola :)

  8. #8
    Caro Paolo, non è facile dare una risposta alla tua domanda. Prima di tutto, il consiglio sull'ascolto è fondamentale. Per capire che tipo di suono vuoi ottenere e da quale tipo di musica sei più attratto, devi assolutamente ascoltare tantissimo. Quello che poi ti piace sentire, lo provi a mettere in quello che suoni. Abbiamo la fortuna di avere oggi tante piattaforme dove poter ascoltare anche un solo brano interpretato da molteplici musicisti.
    E poi devi sperimentare. Provare e riprovare, suonando il brano secondo la tua sensibilità. Se già pensi a questo, lo renderai più musicale sicuramente.
    E' un processo lungo che non si ferma mai, perchè poi nel tempo il nostro gusto cambia, la nostra esperienza pure. Ed è un viaggio bellissimo se hai un maestro, può aiutarti sicuramente in questo percorso, perchè ascoltandoti "dall'esterno" può darti degli ottimi consigli sicuramente.
    "Non basta consacrare molte ore del giorno alla scale o agli esercizi di agilità; ciò che importa più di tutto è di studiare la sonorità in tutte le sue gradazioni e soprattutto l'arte di legare i suoni fra di loro."

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