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Discussione: Sakshama e Vandoren v16.

  1. #1

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    Sakshama e Vandoren v16.

    Buongiorno a tutti, giusto per piacere di conoscenza, mi piacerebbe sapere se qualcuno ha mai constatato differenze costruttive tra queste due imboccature, ispirate al celeberrimo Ottolink Florida. Ovviamente sono gradite anche esperienze sul campo, cioè sonore. Grazie a tutti.
    Borgani sax tenore pre-jubelee, Guardala trad.
    Sax tenore reference 54, Selmer.
    Flauto Muramatsu SR.
    Sax soprano Yanagisawa S 900 bocchino JJ HR*.

  2. #2
    I Vandoren V16 sono ottenuti da una barra di ottone che viene tornita e fresata.
    (Poi viene rifinita a mano...)

    I prodotti di Sakshama sono ottenuti da una fusione in cera persa.
    (E poi vengono rifiniti a mano... e c'è molto più lavoro).

    Vengono fuori delle copie, leggermente "in scala".
    Il "positivo" che il Sakshama usa per fare gli stampi sono presumibilmente degli Otto Link originali, STM Florida No Usa, STM Florida Usa e STM Florida Double Ring.

    È difficile riassumere le differenze tra un prodotto industriale ben fatto e un prodotto artigianale che comunque deriva da un processo produttivo "tecnicamente" più semplice ma con variabili poco controllabili (visto che comunque sono prodotti fatti in casa).
    I facing di Sakshama sono diversi dai facing Otto Link, hanno MOLTA meno resistenza, poi.



    Sono più di 10 anni che i prodotti Sakshama girano in Italia a su SaxForum:
    Fatti un giro sui thread (di SaxForum.it) che Google suggerisce:
    https://www.google.com/search?q=saxf...w=1658&bih=793
    https://www.saxforum.it/forum/showthread.php/16976
    Si vendono ance selezionatissimissime per sassofonisti che davvero non cercano scuse: Ance François Louis "Excellence" #3,5 per sax alto!

  3. #3

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    manfredonia (FG)
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    Grazie.
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  4. #4
    Amministratore L'avatar di Alessio Beatrice
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    Anche il prezzo è differente...
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  5. #5

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    Citazione Originariamente Scritto da Alessio Beatrice Visualizza Messaggio
    Anche il prezzo è differente...
    Il discorso è sempre lo stesso, molto analogo a quello che si fa per gli strumenti: quanto c'è di differenza di suono reale, nel senso di percepito di chi ascolta ( parlo anche di ascoltatori esperti) e quanto c'è di suono immaginato e trasmesso all'ascoltatore, da parte del musicista.
    In altre parole, le paranoie di un sassofonista ( e non solo...), anche attrezzato da ottimo sax e ottimo set up, valgono tante spese per cambiare qualcosa del proprio suono, con cambiamenti che spesso lasciano perplesso lui stesso?
    Sono convinto che una buona fetta di profitti in questo settore sia determinato da nostre ossessioni, nel ricercare sempre qualcosa che suona meglio di quanto abbiamo già. Un fattore squisitamente psicologico che l'industria conosce molto bene...
    Borgani sax tenore pre-jubelee, Guardala trad.
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  6. #6
    Moderatore L'avatar di Il_dario
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    Citazione Originariamente Scritto da fabbry Visualizza Messaggio
    Un fattore squisitamente psicologico che l'industria conosce molto bene...
    Che l’artigiano conosce molto bene, l’industria se ne sbatte


    Schiaccio e baratto ergo sum
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  7. #7
    Citazione Originariamente Scritto da fabbry Visualizza Messaggio
    quanto c'è di differenza di suono reale, nel senso di percepito di chi ascolta ( parlo anche di ascoltatori esperti) e quanto c'è di suono immaginato e trasmesso all'ascoltatore, da parte del musicista.
    io, che di paranoie ne ho pochissime, ho un approccio molto "laico" alla questione. Spesso le differenze percepite da chi ascolta sono praticamente irrilevanti, inferiori a quelle che si percepiscono per un cambio d'ancia, o per la differenza dell'acustica in cui si suona.
    Ho verificato che alcuni parametri del mio suono (quelli "registrabili") cambiano pochissimo al cambio di strumento/set up (ma anche quelli "non registrabili": suonando spesso completamente acustico ho verificato che la presenza del mio suono rispetto alla ritmica è la stessa con strumenti/set up diversi).
    Il punto è che non conta solo questo, ma conta moltissimo la percezione che si ha quando si suona, che non è solo "psicologica" (in senso triviale di "fisima"), ma è spesso altrettanto concreta e riguarda la "facilità" con cui lo strumento/set up ci consente di ottenere quello che vogliamo.
    "facilità" fra virgolette perchè, a volte, la sensazione non è detto che sia quella - sempre per parlare del sottoscritto, sul clarinetto cerco un suono che (purtroppo) ottengo solo al prezzo di una discreta fatica fisica (di cui farei volentieri a meno)...

  8. #8
    ps naturalmente parlo di set up confrontabili: non credo che, sul clarinetto, con il Charles Bay avrei lo stesso volume che ho con un Meyer 6 o con un Berg Larsen (si, uso un Berg Larsen sul clarinetto...)

  9. #9
    Citazione Originariamente Scritto da tzadik Visualizza Messaggio
    I Vandoren V16 sono ottenuti da una barra di ottone che viene tornita e fresata.
    (Poi viene rifinita a mano...)

    I prodotti di Sakshama sono ottenuti da una fusione in cera persa.
    (E poi vengono rifiniti a mano... e c'è molto più lavoro).

    Vengono fuori delle copie, leggermente "in scala".
    Il "positivo" che il Sakshama usa per fare gli stampi sono presumibilmente degli Otto Link originali, STM Florida No Usa, STM Florida Usa e STM Florida Double Ring.

    È difficile riassumere le differenze tra un prodotto industriale ben fatto e un prodotto artigianale che comunque deriva da un processo produttivo "tecnicamente" più semplice ma con variabili poco controllabili (visto che comunque sono prodotti fatti in casa).
    I facing di Sakshama sono diversi dai facing Otto Link, hanno MOLTA meno resistenza, poi.



    Sono più di 10 anni che i prodotti Sakshama girano in Italia a su SaxForum:
    Fatti un giro sui thread (di SaxForum.it) che Google suggerisce:
    https://www.google.com/search?q=saxf...w=1658&bih=793
    https://www.saxforum.it/forum/showthread.php/16976
    Prendendo in considerazione i prodotti indicati nel titolo:

    Vandoren V16 "Medium"
    https://www.facebook.com/media/set/?...76600132397549


    Due dei tre Sakshama STM:
    https://www.facebook.com/media/set/?...87955081262057
    https://www.facebook.com/media/set/?...00322633358627

    ... a fronte delle considerazioni fatte, le differenze ci sono e sono ben apprezzabili, sia dal lato "ascoltatore" sia dal lato "suonatore".
    C'è una questione che viene dopo: il suonatore è in grado apprezzare le differenze?
    Si o no, è piuttosto personale.
    In caso negativo, le motivazioni sono molteplici.

    ... ma comunque differenze ce ne sono.
    Si vendono ance selezionatissimissime per sassofonisti che davvero non cercano scuse: Ance François Louis "Excellence" #3,5 per sax alto!

  10. #10

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    Certamente, bisognerebbe provarli entrambi. Non c'è altro modo per scoprirlo. E anche per scoprire quale dei due potrebbe essere più congeniale al proprio modo di suonare. Prova molto difficile da realizzare, parlo per me, ovvio.
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  11. #11
    Citazione Originariamente Scritto da fabbry Visualizza Messaggio
    Certamente, bisognerebbe provarli entrambi. Non c'è altro modo per scoprirlo. E anche per scoprire quale dei due potrebbe essere più congeniale al proprio modo di suonare. Prova molto difficile da realizzare, parlo per me, ovvio.
    be' si, certo :) e considera pure che alcuni cambiano bocchini per tutta la vita (io col clarinetto ogni tre o quattro anni, sugli altri strumenti no, sono fermo da decenni).
    le differenze ci sono per forza, poi, più uno è esperto e ha un suono formato, più riesce ad avvicinarsi a quell'idea quasi con qualsiasi bocchino (sottolineo il quasi :) )
    Tzadik ha molta più esperienza/conoscenza di me... io posso solo parlare in termini molto generali

  12. #12

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    manfredonia (FG)
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    Come è lecito pensare , non è solo Sakshama che cerca di riprodurre copie fedeli dei Florida. Ma questa è un altra storia.
    https://www.youtube.com/watch?v=Ncc4OdQFqAM
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