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Discussione: Passare da sax contralto Selmer Serie I a Serie II?

  1. #1

    Passare da sax contralto Selmer Serie I a Serie II?

    Ciao a tutti/e,
    come da presentazione sono alla ricerca di un sax contralto (sono anni che non suono ma ho suonato parecchio in passato) per cui vi chiedo consigli. Il mio attuale budget e propensione mi porta a prendere un selmer serie I (in passato ho suonato con la serie II ). In attesa di poterne provare uno chiedo se rispetto al serie II migliora la sonorità più vicina al mio ideale mark VI ma con qualche pecca in più sulla meccanica? L' emissione è identica a quella della serieII? o più spontanea?
    Qualcuno degli iscritti al forum ce l' ha in vendita?
    Ultima ..volendo ripiegare con qualcosa di più economico usato, c' è qualche strumento contralto di nuova generazione che è riuscito ad esprimere dignitosamente il timbro selmer?
    Grazie!!!!

  2. #2
    sulla sonorità non ti saprei dire, perchè in generale molto fanno bocchino e strumentista e non mai suonato mark Vi (ne ho provati ma suonarli è un'altra cosa), in generale mi sembra che abbiano entrambe (serie I e II) un suono più chiaro con maggiore evidenza delle parziali acute - in generale da un punto di vista delle cose "misurabili" direi che la meccanica è inferiore a quella della serie II ma superiore al mark VI l'intonazione direi idem (anche se ho fatto un'esperienza raccapricciante in materia proprio con un II serie venuto fuori davvero male) .. l'emissione... mah è troppo tempo che non provo un serie II :) per quel che ricordo le differenze erano soprattutto di natura meccanica.

  3. #3
    ciao , io ho avuto un ottimo serie 1 ed un ottimo serie 2 ( di quelli vecchi) in passato . In generale erano molto simili , strumenti meravigliosi entrambi , davvero super consigliati , ma i vintage selmer Mark vi e Sba , che ho provato sono tutta un altra cosa ... Ho imparato comunque che ogni strumento ha un mondo a se e va provato per capirne le caratteristiche , non bisogna tanto fissarsi su marche e modelli . Ti consiglio di provarne il più possibile per farti un idea , scegliere quello che più ti piace e studiarci tanto di sopra , senza cambiare in continuazione sax bocchino ance ecc...
    Alto Selmer SBA 43xxx Silver
    Drake Contemporay Ceramic 7 - Rico Royal 2

  4. #4
    molti anni fa avevo un allievo (bravo) che continuava a cambiare strumento (sempre senza consultarmi :) - a un certo punto mi stancai e gli dissi di tapparsi gli occhi e cercare di distinguere quale strumento stessi suonando passando dal suo (un tenore balanced action tenore, bello, ma molto poco intonato) e il mio ( un tenore grassi professional 2000 )... ovviamente non se ne accorse mai.
    ovviamente non che gli strumenti fossero uguali... nemmeno come risposta, ma il punto è che io alla fine tiravo fuori il mio suono - stessa cosa mi successe qualche anno fa: mi misi in testa di cambiare il bocchino del clarinetto basso... alla fine mi registrai con i due bocchini in ballottaggio e avevo esattamente lo stesso suono :) scelsi quello meno faticoso senza farmi troppe pippe di altra natura. idem con i clarinetti... mi riascolto e col selmer e col buffet ho lo stesso suono (ma il selmer me lo dà più facilmente...)

    giusto per rinforzare quanto detto da RubinoSax - sono cose molto personali, io ad esempio non vado pazzo per i Mark VI, preferisco i super action (meccanica complessivamente migliore e ottengo con meno fatica il suono che ho in testa), il che non vuol dire che i mark VI siano brutti (tutt'altro :) ) - vuol dire che non fanno per me

  5. #5
    La differenza tra serie 1 e serie 2 la fa lo stato generale in cui si trovano ed il settaggio.
    A parità di tamponi e di settaggio della tastiera secondo me non si differenziano così tanto.
    Molti dicono che le prime matricole del serie 1 aveva la stessa lastra dei mark vi......mah, io non è che ci creda più di tanto.
    Ho avuto in passato un alto serie 1 (completamente slaccato) e sempre un alto serie 2 ma argentato.
    Le differenze erano evidenti ma probabilmente derivanti dalla differente finitura ed il serie 1 suonava da paura e la lastra la sentivi vibrare sotto le mani.
    Come tastiera sono quasi identici!
    Io prenderei quello che costa meno o tenuto meglio.
    Sax tenore: Selmer SA80 II serie
    Imboccature: D'addario select jazz d6m refaced algola, Syos Chad LB 7.
    Sax alto: Grassi Professional 2000
    Imboccature: Selmer solist c* vintage, claude lakey 7*3

  6. #6
    Citazione Originariamente Scritto da marco2021 Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti/e,

    ...volendo ripiegare con qualcosa di più economico usato, c' è qualche strumento contralto di nuova generazione che è riuscito ad esprimere dignitosamente il timbro selmer?
    Grazie!!!!
    Per prima cosa, lascia perdere il Borgani che quel forumista ha da vendere.
    E' un sax più orientato sulla falsariga di suono vintage USA (vedi Buescher o Conn, ma in questo caso con meccanica moderna; però, è da considerare che è uno strumento che certo non è "per tutti"; so di qualcuno che l'ha preso tutto entusiasta, magari nuovo di pacca, e poi ne è rimasto deluso dopo un certo tot di periodo d' utilizzo).
    Quanto ai Selmer, ci sono diversi bravi saxofonisti che dicono che certi esemplari di 80 Super Action Prima serie si avvicinano molto a certi Mark VI di quelli buoni.
    Non so se ti piace il Liscio Romagnolo, ma ad un certo punto il Re Ivano Nicolucci lasciò perdere Mark VI, VII, Super Action Prima Serie; e così, lui per anni suonò soprattutto i contralti Super Action Seconda Serie...anzi di questa serie ne aveva almeno 2, per averne uno simile di scorta in caso di necessità...almeno così mi raccontò chi lo conobbe bene...

  7. #7
    Grazie davvero per le risposte sempre molto pertinenti! Ho sempre suonato la serie II che conosco dai tempi del conservatorio ma quando mi capitò di provare un mark vI contralto (poi l' ho suonato ma tenore) mi ha sempre colpito ..era il mio ,versatile come nessun altro strumento. Secondo voi gli strumenti di ultima generazione che emulano il timbro del mark vi tipo ripa custum VI , Lien chen 62 UL o altro, raggiungono il loro scopo e vale la pena considerarli (non li conosco) oppure sono un' altra cosa punto? (purtroppo ora il mark vi non lo posso prendere e valutavo anche un sax intermedio che si avvicini come timbro e sound per darmi anche più tempo per scegliere uno strumento "definitivo"... Intanto spero a giorni di provare la serie I mai provato...ma mi pare di aver capito diverso dal mark VI e più simile al II. ciao

  8. #8
    Serie I e Serie II sono praticamente lo stesso strumento.
    Escludendo "variabilità costruttiva", "storia dello strumento" e "stato funzionale", non hai sostanziali variazioni.


    Dovresti valutare se le differenze che ha riscontrato tra alto Serie II e alto Mark VI siano a livello timbrico o siano a livello funzionale.
    Un alto Mark VI generico (anche esemplare anni '70) è uno strumento un po' più leggero di un alto Serie I e/o Serie II: se fai un confronto omogeneo, in condizionali ottimali, la differenza c'è, non enorme ma c'è.

    Viceversa un Serie I/II che necessità di interventi/restauro conservativo (se lo strumento ha 20/30 anni) è più sensibile, quando le condizioni funzionali peggiorano.

    È difficile stabilire cosa sia la "timbrica Selmer" perché se prendi N° 4 alti Mark VI proveniente da periodi costruttivi... osserverai che le variazioni sono più che vistose nonostante siano tutti e quattro dei Mark VI.
    Sugli alti Mark VI ci sono state notevoli variazioni nel gruppo campana/culatta...

    Se non hai bias particolari contro strumenti costruiti in paesi sviluppati ma esterni alla Comunità Europea, puoi trovare alternative.
    Si vendono ance selezionatissimissime per sassofonisti che davvero non cercano scuse: Ance François Louis "Excellence" #3,5 per sax alto!

  9. #9
    sono d'accordo quasi totalmente, anche se io la differenza fra serie I e II la vedo un filo più marcata, almeno a livello di meccanica... ma concordo sul fatto che si tratti praticamente di sfumature. tanto è vero che io cercavo un serie II e sono tornato a casa con un serie I :)

  10. #10
    Sui Serie II dopo qualche mese dall'immissione sul mercato è stato introdotto un sistema per recuperare un po' il gioco assiale sulle chiavi rette da viti a punta.

    Ma possono facilmente capitare dei primi Serie II (chiamali "Transitional") che ne sono sprovvisti.

    Più tardi è variato il sistema di corrispondenza sul B grave.
    A parte questo restava un certa variabilità... i primi anni '80 per la Selmer sono stati comunque anni di transizione.


    Variazioni più importanti sono arrivate con il Serie III, ma è un'altra storia.

    La questione è che anche un Mark VI "medio" (in buona condizioni funzionali)... risulta più divertente da suonare di un Serie I/II "medio (in analoghe condizioni funzionali).
    Specialmente dopo anni di Serie II e Selmer S80 C* e/o Vandoren AL3.


    Esclusi i Jubilee... Serie I e II sono tutti strumenti molto pesanti, alti e tenori: lo senti sulla schiena ma lo senti anche quando li suoni.
    Non è un problema, ma se vuoi un determinato "feeling" devi stare lontano del quel tipo di strumento.
    Si vendono ance selezionatissimissime per sassofonisti che davvero non cercano scuse: Ance François Louis "Excellence" #3,5 per sax alto!

  11. #11
    mi inchino alla tua competenza (sul serio - ho già detto che non sono un esperto di strumenti e tu evidentemente lo sei - i serie II che ho provato io devono essere della "seconda ondata" perchè ricordo differenze sensibili, a parte la chiave a "goccia" per il fa acuto) - sul feeling è, appunto questione di feeling :)
    dipende da cosa si cerca, che musica si fa e anche come si è ... lo stesso sax suona in due modi diversi con due saxofonisti diversi.
    per come suono io, dal mark VI esce un suono già un po' troppo "vintage" che non è quello che cerco, che è piuttosto lontano.

    no Buescher ( bellissimi, ne ho provato uno degli anni '20 che faceva venire l'acquolina in bocca) e no Conn, ma nemmeno mark IV (se lo avessi me lo terrei :) ma non l'ho mai cercato) - preferisco il VII pensa te, credo di essere l'unico al mondo :)

    ps amo moltissimo un certo tipo di suono: ho un background anche molto tradizionale (jazz anni '20 e New Orleans) ma poi la musica prende le sue strade ... preferisco un sax dove devo faticare per trovare quel suono, ma che mi facilita nella direzione che mi interessa di più :)

  12. #12
    Proprio così come dite...se uso come paragone la serie II l' assemblaggio degli anni 80 è ottimo, il design azzeccato, il suono ben bilanciato tra potenza e flessibilità (lo usavo anche per studi jazz con il mio meyer 6 vintage mai venduto ), intonazione solida soprattutto dopo una necessaria regolazione. Però pesante, meno spontaneo, suono meno aperto e meno vibrante (tutto non si puo' avere..). Il mark VI è uno strumento con tono più potente, luminoso e con maggiore proiezione.
    TZADIK quando parli di alternative extraeuropee ti riferisci a qualcosa di specifico o a quelle da me elencate(lien chen 602ul e ripa custumvi)
    ciau

  13. #13
    Giusto per mettere carne al fuoco io posso dirti che un sax che si avvicinava alla concezione di suono selmer, tra quelli che ho avuto, è stato il buffet crampon s1 150th anniversario.
    Questo sax è stato uno dei migliori che abbia mai avuto e rimpiango di averlo venduto. Aveva una intonazione ottima, una tastiera veloce, una estetica molto bella (le incisioni erano diverse dal solito) ed una facile emissione con una lastra leggera che vibrava sotto le mani!
    Il bello di questo sax inoltre è che lo si trova ad un prezzo molto più basso dei selmer in generale.
    Sax tenore: Selmer SA80 II serie
    Imboccature: D'addario select jazz d6m refaced algola, Syos Chad LB 7.
    Sax alto: Grassi Professional 2000
    Imboccature: Selmer solist c* vintage, claude lakey 7*3

  14. #14
    Provato selmer serie I in ottime condizioni , risuonarori plastica come in originale..cheddire.. la sensazione è quella di essere a casa (selmer II), ottima intonazione con sfumature anche migliori forse migliorabile sui bassi, leggermente più scuro con suoni che non si assottigliano nemmeno tanto sugli acuti..Pesante da sostenere per i non giovanissimi, (provato un italo-taiwan tastera migliore più ergonomico anche ben fatto, emissione più facile , più giocabile, ma altra pasta sonora). La serie I con il giusto becco potrebbe sorprendermi (forse anche con altro chiver..).

  15. #15
    Citazione Originariamente Scritto da marco2021 Visualizza Messaggio
    TZADIK quando parli di alternative extraeuropee ti riferisci a qualcosa di specifico o a quelle da me elencate(lien chen 602ul e ripa Custom vi)
    ciau
    Strumenti Lien Chen non mi sono mai passati per le mani.

    Strumenti Ripamonti sì: non mi sento di consigliarli perché gli esemplari (tre) che ho provato avevano problemi a diversi livelli.


    Su strumenti "orientali" spesso si ritrovano corpi e chiavi dal design simile (ogni tanto uguale).
    La differenza la fanno:
    - il progetto nel complesso
    - materiali
    - assemblaggio
    - finiture

    Qualche brand è reliable, molti brand invece non lo sono... quindi fa fede quello che puoi verificare sul singolo esemplare.


    Citazione Originariamente Scritto da marco2021 Visualizza Messaggio
    Provato selmer serie I in ottime condizioni , risuonatori plastica come in originale..
    I Mark 7 arrivavano con risuonatori in plastica, dal Serie I in poi solo risuonatori in metallo.



    Citazione Originariamente Scritto da globe81 Visualizza Messaggio
    Giusto per mettere carne al fuoco io posso dirti che un sax che si avvicinava alla concezione di suono selmer, tra quelli che ho avuto, è stato il buffet crampon s1 150th anniversario.
    I Buffet hanno sempre avuto un canneggio (chiver, corpo e campana) e una costruzione differente dai Selmer.

    Sono strumenti "non leggeri", ma non nella concezione che trovi su un Selmer... la differenza più lampante è che gli S1 non sono strumenti post-to-rib-to-body.
    I Serie I e II sì... e le piastre sono grandissime.
    Si vendono ance selezionatissimissime per sassofonisti che davvero non cercano scuse: Ance François Louis "Excellence" #3,5 per sax alto!

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