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Discussione: Suoni come parli?

  1. #11
    nella pittura lo studio dei grandi è un passaggio obbligato.
    perchè per la musica jazz dovrebbe essere diverso.

    ti faccio due esempi di due fortissimi sassofonisti che per motivi diversi mi danno l'idea che Trane se lo sono studiato assai.
    poi ciascuno suona il suo ....guidato dal suo gusto dalla sensibilità dal suo vissuto ecc..

    https://www.youtube.com/watch?v=10XmjaWVuzc
    https://www.youtube.com/watch?v=b9p9iuwSORI


    sono convinto poi che lo studio del suono dello stile del fraseggio sia un aspetto importante e formativo per un musicista.
    per capire veramente cosa un musicista desidera comunicare basta ascoltare la musica senza per forza riferirsi ad argomenti estranei .

    recentemente parlando con un amico sassofonista mi raccontava del vissuto di Seamus Blake della sua difficoltà ad emergere (per un periodo imbiancava le pareti di musicisti per sbarcare il lunario) questo ed altri fatti di vita vissuta possono in qualche maniera farmi comprendere la sua musica?
    io non lo credo.
    sax tenore selmer sba 1948 mk6 m 114906 bocchino francois louis

    ancia di plasticazza (bari) m

  2. #12
    La battuta sull'isteria evidentemente mi ha allontanato da quello che volevo dire...
    Certo che posso godere della musica o di qualsiasi altro prodotto artistico senza sapere nulla dell'autore (finchè non abbandoniamo il figurativo, lì se qualcuno mi spiega che trip mentale c'è dietro, penso a Pollock per esempio, preferisco)!
    La mia riflessione riguardava il lavoro di autoconsapevolezza che il sax invita a fare. Invita me, ovvio. Ognuno ha il suo percorso.

    Lo studio dei grandi è parte importantissima dello studio, non potrei essere più d'accordo!

    Buona domenica!

  3. #13
    Grazie per il link. Bello questo concerto.

  4. #14
    "questo ed altri fatti di vita vissuta possono in qualche maniera farmi comprendere la sua musica?
    io non lo credo."
    @fcoltrane... se la musica per te non è solo matematica applicata ad uno strumento, direi che anche questo aspetto ha la sua rilevanza.
    Qui non si tratta di studiare o no i grandi, siamo partiti col quesito sull'importanza o meno della psiche (in senso ampio del termine) sul nostro modo di suonare, quindi l'aspetto emotivo derivato anche dalle esperienze di vita influiscono eccome. Di bravi in giro ce ne sono parecchi....ma personalità....poca e di quanti ci ricorderemo tra 50 anni, ancora meno.Copiare possiamo essere bravi, con lo studio e la tecnica. Il resto o è dentro di noi o ci possiamo solo illudere di essere dei grandi esecutori ma non dei grandi interpreti.
    Poi per fortuna ognuno è libero di interpretare,suonare ed essere soddisfatto delle proprie convinzioni ;)
    Bluesax
    Ten. Selmer Super Action 80 serie I
    Ten. Amati Toneking Silver '57 (Stencil Keilwerth Toneking)
    Otto Link STM NY 7*,Dolnet '50 103, Soloist Long Shank 110, Tone Edge 8*
    Lebayle 8, V16 T7 hr
    Sopr. Werner Roth Silver '60 - Super Session J

  5. #15
    che la psiche ,il vissuto, la sensibilità, l'ascolto influenzi il modo si suonare nessuno lo mette in dubbio.
    il punto è necessario conoscere la vita di un artista per apprezzarne la musica.
    per me no , e c'è chi ha teorizzato il passaggio successivo anche perchè è certamente pericoloso : vivere le stesse esperienze può aiutare .....
    La droga con Chet e Trane e Bird e Miles ecc.. , la violenza la prostituzione per la piccola B. Holiday : è necessario conoscere di questi fatti per apprezzarne la musica.
    non lo credo per nulla.
    credevo che il punto di partenza fosse diverso : "nel percorso personale di ciascuno alla ricerca del proprio suono" ...................
    per anni ho letto della vita dei jazzisti , mi è servito per la la ricerca del mio suono personale?......assolutamente no.
    le mie esperienze di vita tragiche e meravigliose sono servite?....assolutamente no.
    lo studio del suono è servito , le note lunghe sono servite, lo studio degli armonici ecc..

    se ho grande sensibilità ma sono una schiappa avrò davvero tanto da esprimere ma uno strumento tecnico nullo per farlo.
    (e lo dicco io che sono una schiappa )
    sax tenore selmer sba 1948 mk6 m 114906 bocchino francois louis

    ancia di plasticazza (bari) m

  6. #16
    ehehehe no no, non facciamoci di eroina per carità! Quello che intendo, e poi chiudo se no sembra che sia una polemica tra me e te e non lo è assolutamente, magari sarebbe bello da fare con una birra in mano :) è che nel "suono personale" ci sono anche componenti di vita vissuta...almeno è una mia convinzione opinabilissima per carità, scendendo di livello dico, che almeno nel mio suono e modo di esprimermi c'è sicuramente una componente molto forte del mio vissuto. Caravaggio se non avesse avuto quel tipo di vita, non so fino a che punto avrebbe spinto i suoi contrasti. Probabilmente c'è da fare un distinguo tra chi compone e chi esegue.Non dico che tecnica e studio vadano da una parte e "emozione e sensibilità" da un'altra, dico che per me dovrebbero essere una imprescindibile dall'altra. La tecnica, lo studio ti danno il mezzo per esprimere la tua parte interiore....poi come ho gia detto, puoi fare mille note e non raccontare assolutamente nulla e farne due e aprire un mondo. Per carità studiamo studiamo e ancora studiamo...poi suoniamo ;) buona domenica!
    Bluesax
    Ten. Selmer Super Action 80 serie I
    Ten. Amati Toneking Silver '57 (Stencil Keilwerth Toneking)
    Otto Link STM NY 7*,Dolnet '50 103, Soloist Long Shank 110, Tone Edge 8*
    Lebayle 8, V16 T7 hr
    Sopr. Werner Roth Silver '60 - Super Session J

  7. #17
    nessuna polemica perchè nella sostanza credo siamo d'accordo.
    il mio messaggio iniziale era per evidenziare alcuni rischi per chi si accinge a studiare il suono di questo strumento.
    la mia esperienza di allievo è costellata da una miriade di elementi che ti allontanano da quello che desideri .
    ciò che desidera ciascuno di noi è un bel suono (e ciascuno attribuisce a questo termine il significato che desidera) e spesso soprattutto nei primi anni di studio si hanno pochissimi strumenti per capire come fare e molti altri ci spingono solo a perdere tanto tanto tempo inutilmente.
    suoni come parli?
    probabilmente per gente del calibro di Getz o Chet è vero o meglio probabilmente suonavano molto meglio di come riuscivano ad esprimersi parlando.
    e quindi per loro che conoscevano già il linguaggio musicale , il lessico ecc. potevano tranquillamente paragonare voce a suono anche in relazione alla inflessione ecc..
    ma per noi comuni mortali il discorso è analogo?

    altro aspetto che ritengo rilevante è il seguente:
    a volte il limite tecnico dipende direttamente dalla psiche.
    faccio un esempio concreto: sei davanti ad una platea di ascoltatori ti prende la strizza e invece di suonare rilassato suoni strizzando l'ancia ed il suono di conseguenza perde di corpo volume intensità ecc..
    o peggio sei incazzato nero perchè la compagna ti ha lasciato ed hai i nervi a fior di pelle mordi come un dannato ed il suono di conseguenza.
    il risultato è un limite dovuto alla psiche e non c'è nulla di artistico è solo un limite.
    questo succede a tutti i livelli solo che gente dalla tecnica mostruosa riesce in genere a suonare il proprio standard tranne in casi estremi.


    dimenticavo : buona domenica ragazzi Bluesax ed Oiram anche se ormai sta finendo (questa mattina quando ho scritto il primo messaggio credevo fosse lunedì e già mi avviavo al lavoro per poi leggendo la riposta di Oiram rendermi conto che era domenica
    sax tenore selmer sba 1948 mk6 m 114906 bocchino francois louis

    ancia di plasticazza (bari) m

  8. #18
    Credo che ci siano persone, musicisti per i quali il fattore psicologico sia fondamentale nel proprio percorso musicale, nella produzione del suono, composizione, improvvisazione ecc..., per altri non è così. Gli aspetti della psicologia che possono influire sul percorso musicale hanno diverse derivazioni, può essere la "semplice" sensibilità a ciò che accade nel mondo o nel proprio paesino, a gli eventi personali della vita, all'adorazione per un dio magari immaginario, agli umori altalenanti, all'estrema positività o negatività del proprio carattere...
    Facendo un esempio molto poco interessante per i più, nel mio caso, se non avessi una certa esagerata sensibilità agli eventi, che a volte mi causa una sensazione di quasi depressione, a volte personali, più spesso generali, non avrei mai scritto brani come "Assenza e ricordo", "La storia non cambia", "Tores", "Intolleranza", "Lampedusa", "Longarone"...
    Allo stesso tempo un mio conterraneo, talento fantastico di appena 19 anni che ha già vinto borse di studio ed è stato da poco ammesso al conservatorio di Parigi, non ha bisogno di queste cose per suonare alla grandissima, ancora non è un compositore, ma nel mondo del jazz si sta già inserendo sbalordendo tutti, mentre io suono nei localini "altra musica" e le mie composizioni rimangono a casa e su youtube...
    Tenore Grassi Ammaccato '77 (strumento principale)
    Tenore Grassi Wonderful '81
    Ottolink metal STM Usa 7*, Rigotti 3,5 Strong

    Alto Grassi '76 stonato ma bellissimo, Ottolink HR 7*, rigotti 3 strong

    LEGGERE IL REGOLAMENTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  9. #19
    Daniele però ti riferisci ad aspetti che vengono dopo (come la composizione di un brano , l'improvvisazione ecc.. che sono influenzati in maniera preponderante dalla psiche dalla sensibilità del musicista dal proprio vissuto ecc.. ecc..)
    io mi riferisco ad una fase precedente : una fase nella quale si apprende la respirazione e l'emissione in funzione del suono.
    poi mi permetto di dire che alcuni (e tu sei fra questi) hanno delle particolari attitudini e come si dice dalle mie parti "nascono insegnati".
    per quanto riguarda emissione e suono però anche tu che hai una dote naturale hai passato "ore e ore sullo strumento" e questo fa spesso la differenza.
    sax tenore selmer sba 1948 mk6 m 114906 bocchino francois louis

    ancia di plasticazza (bari) m

  10. #20
    Verissimo FranColtrane, ore ed ore per cercare di fare un suono decente, inizialmente ascoltando altri ho cercato d'imitarli poi sono venute fuori altre cose, non c'è dubbio, penso che queste siano fasi imprescindibili per poter suonare in maniera accettabile
    Tenore Grassi Ammaccato '77 (strumento principale)
    Tenore Grassi Wonderful '81
    Ottolink metal STM Usa 7*, Rigotti 3,5 Strong

    Alto Grassi '76 stonato ma bellissimo, Ottolink HR 7*, rigotti 3 strong

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