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Discussione: la stonanza sul contralto

  1. #1
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    la stonanza sul contralto

    sarÃ* il mio essere "total tenor" (clarinetto e tenore) ma possibile che ogni volta che prendo in mano il contralto (così per provarlo, non per suonarlo in pubblico) le note centrali (Si terzo rigo e Do terzo spazio per intenderci) siano STONATISSIME??? Moooooooooolto calanti.. Ho provato strumenti scarsi ma anche di buone marche quindi non è sicuramente quello (uno Yamaha semi-pro non può avere praticamente 1,5 toni di stonanza, malattia araba); quindi : ho provato a mordere di brutto e inserire di + il bocchino nel chiver, la situazione migliora ma trovo ancora un quasi "quartino" rosso.. cioè quasi un quarto di tono sotto.. mmm.. mordo troppo poco? Eppure a me sembra di essere quasi al blocco dell'ancia.. è normale gestire difficilemente quelle note?

  2. #2

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    Re: la stonanza sul contralto

    Mi sembra molto strano anche perché non sotto note basse o magari acute in cui si possono riscontrare particolari problemi di intonazione. Comunque "mordere di brutto" non esiste proprio...ci vuole un minimo di pressione sull'ancia, quella necessaria per non "sfiatare" e non occorre andare oltre. Prova ad inserire di più il bocchino sul kiver, a quanto lo tieni grosso modo dalla fine del sughero?

    ;)
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  3. #3
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    Re: la stonanza sul contralto

    mmm diciamo che lo inserisco parecchio senza però raggiungere il punto in cui sembra "bloccarsi" cioè, fino al punto in cui apparentemente la svasatura del chiver si incastra del tutto nel bocchino.. insomma, mancherÃ* un dito di distanza (preso ovviamente in orizzontale, cioè la LARGHEZZA di un dito indice).. mordo di brutto perchè la nota cala.. provo a spostare la laringe come nella pronunca della I e un po' migliora.. mah.. proprio non è il mio strumento..

  4. #4

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    Re: la stonanza sul contralto

    Beh...non immagino il tuo dito, ma potrebbe essere necessario inserirlo di più. Le altre note come sono?E comunque ricorda che non si deve mordere...nemmeno per cercare di "aggiustare la nota"...

    ;)
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  5. #5
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    Re: la stonanza sul contralto

    Io ho il medesimo problema sul DO e sul DO# soprattutto bassi (terzo rigo) ma anche sugli alti, la cosa strana è che mi succedeva anche sul vecchio sax. :zizizi))

    Il becco lo inserisco in maniera tale da lasciare ca. 0.5 cm di sughero (forse anche un pò meno) e comunque intono il sax con l'accordatore sul FA# (LA 440Hz sull'accordatore).

  6. #6

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    Re: la stonanza sul contralto

    E' quasi sicuramente un problema di impostazione. Prova comunque ad accordarti a 442...

    ;)
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  7. #7
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    Re: la stonanza sul contralto

    Ho provato anche ad intonarmi a 442Hz, ma i DO sono sempre calanti.

    Qual'è l'impostazione giusta?

    Come ha detto anche rou ho provato a giocare sulla laringe ma non ho trovato ancora una posizione ottimale.

  8. #8

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    Re: la stonanza sul contralto

    Spiegarlo a parole non è molto semplice, comunque devi cercare di tenere bene i denti sul bocchino e cercare di tirare un pò il labbro inferiore (come per accennare un sorriso). Per modificare il pitch di una nota non si deve far altro che aumentare o diminuire la pressione sul labbro inferiore sfruttando il movimento della mascella ma occhio a non mollare il labbro, altrimenti l'intonazione va a farsi friggere. Ovvio che anche tramite l'azione della laringe si contribuisce alla modificazione del suono. Purtroppo il fatto di essere calanti lo riscontro spesso in coloro i quali si sforzano di avere un'imboccatura "jazz" (con il labbro inferiore all'infuori). L'inesperienza porta a radicare cattive abitudini, si suona "slabbrati" nella convinzione di avere un suono più aperto, ma l'unico risultato è quello di avere un suono pessimo e non intonato (e non voglio nemmeno immaginare quando si suona con bocchini troppo aperti per il proprio livello).
    La disciplina purtroppo (per fortuna) è tutto.
    Ti consiglio di fare molto esercizio soltanto con il bocchino e il pianoforte, ed eventualmente con l'accordatore.

    ;)
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  9. #9
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    Re: la stonanza sul contralto

    Chiarissimo MBB!

    Grazie.

  10. #10

    Re: la stonanza sul contralto

    scusa se la domanda sembra stupida,e magati hai gia valutato...ma,tieni conto che è uno strumento in Eb e non Bb? In base a cosa dici che sono stonate? Accordatore? Orecchio? altro sax?
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    B&S Vintage sn. 4258 tenor sax
    Jody Jazz HR 7* - Francois Louis Ultimate - Vandoren V16 3.5

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    Gibson mat. 31510106 Trumpet Bb
    Bach 7c

  11. #11
    Visitatore

    Re: la stonanza sul contralto

    Entrambi!

    Con l'accordatore vedo che su tutto il registro più o meno ho una corretta intonazione (FA#>LA, SOL>LA#, SOL#SI, e così via).

    Ma la "dissonanza" si sente chiaramente anche ad orecchio, quando faccio appunto il DO si sente che è stonato rispetto al resto della melodia.

  12. #12

    Re: la stonanza sul contralto

    Ti dico la veritÃ* :per avere una buona impostazione l'unica cosa che puoi fare è andare da un bravo insegnante e studiare tanto,dalle 3 ore in su tutti i giorni.Le stonature sono al 99% un problema di intonazione,il bocchino puo' essere piu' o meno semplice da intonare,ma un professionista intona tutto,anche il soprano made in china col becco da 10 euro.Con il sax ,a mio modesto parere dallo studio non si scappa,anche per fare tre note con un bel suono intonate e con la giusta pronuncia ci vuole una certa applicazione.
    www.fabriziodalisera.com nuovo album e nuovo sito web 2019.
    www.youtube.com/watch?v=CFcW_VQe7ko
    Fabrizio D'Alisera & Max Ionata "Crossthing" www.youtube.com/watch?v=PGZLj2tnhzk"
    Theo Wanne endorser

  13. #13
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    Re: la stonanza sul contralto

    Citazione Originariamente Scritto da bb
    Ti dico la veritÃ* :per avere una buona impostazione l'unica cosa che puoi fare è andare da un bravo insegnante e studiare tanto,dalle 3 ore in su tutti i giorni
    Credo che tu abbia colto nel segno!

    Infatti, come ho giÃ* detto, dopo un pò che suono tutto migliora. Il fatto di non avere tempo da dedicare quotidianamente al sax infatti credo che non renda automatiche quei piccoli aggiustamenti sull'intonazione che sono necessari.

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