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Discussione: I pionieri del sax: Edward A. Lefebre Capitolo 4-A

  1. #11

    Re: I pionieri del sax: Edward A. Lefebre Capitolo 4-A

    Proprio Jean-Denis Michat non è uno di questi, è un grande saxofonista e suona sia musica classica (sopratutto BACH, uno dei più grandi compositori della storia) che contemporanea, compone musica contemporanea (molto bella secondo me) ed arrangia pezzi per molte formazioni.
    Inoltre è l'insegnante di saxofono al conservatorio di Lione

  2. #12

    Re: I pionieri del sax: Edward A. Lefebre Capitolo 4-A

    D'accordissimo sul fatto che Bach sia uno dei più grandi compositori della storia se non IL. Ho dei dubbi sul resto di ciò che hai detto
    I cosiddetti "grandi interpreti" preferiscono ricorrere ancor oggi (e siamo nel 2012) a trascrizioni dagli archi o dal clarinetto piuttosto che suonare opere originali di rilievo.
    Michat ha registrato tre dischi, stando al suo sito, COMPLETAMENTE di trascrizioni dal violino e altri strumenti, il che a parer mio è abominevole, anche perché se guardi su Youtube basta scrivere il suo nome e ti esce fuori un intero concerto, con pezzi di Mozart e Bach con un'orchestra, posso capire se uno suona una trascrizione per ogni concerto, ma costui evidentemente suona trascrizioni perché o non conosce il repertorio originale per sassofono o perché non è in grado di suonarlo, se suona come compone poi... e il fatto che insegni a Lione non è una garanzia. Per quanto riguarda il suo suono a me non piace, ma qui entriamo in fatto di gusti.
    Ciao :D
    Sax Yamaha YAS-875 Custom Ex <3
    Bocchino Yamaha 4C
    Ance Vandoren 3

    Buona Musica!

  3. #13

    Re: I pionieri del sax: Edward A. Lefebre Capitolo 4-A

    Al di la dei gusti personali, penso che questa tendenza di questi ultimi anni volta all'esecuzione quasi esclusiva di pagine trascritte sia piuttosto retrograda e conservatrice.
    Peraltro la trascrizione (e ce lo insegnano i grandi romantici con le loro prafrasi da concerto, vedi Liszt) è un'arte complessa per la quale occorre prendersi enormi responsabilità in quanto strumenti diversi hanno armoniche e campi spettrali completamente diversi (vedi clarinetto e sax), campi spettrali che hanno una casistica di variabilità suscettibile anche alle dinamiche e alle modalità d'attacco.

    Faccio un esempio: un arco (immaginate il violino) ha uno spettro armonico X che non ha molta suscettibilità rispetto alle dinamiche. Ovverosia un buon violinista conserverà un spettro armonico molto simile nel forte come nel piano. La maggior parte dei legni invece hanno spettri armonici che tendono ad essere molto variabili a seconda della dinamica (un clarinetto, parliamo sempre di esecutori di buon livello, ovviamente, nel registro acuto avrà uno spettro diverso a seconda che suoni piano o forte). Il sax ha questa caratteristica particolarmente marcata, ed è proprio questo che rende grande il nostro strumento a parere mio e che lo ha fatto imporre nel jazz come "padrone assoluto".

    I grandi compositori conoscono ovviamente questo tipo di comportamenti che le varie famiglie di strumenti hanno e ovviamente se scrivono per 4tetto di tromboni non utilizzeranno MAI la stessa disposizione accordale di un quartetto d'archi. Insomma per fare una buona trascrizione bisogna essere in grado di prendersi responsabilità, di essere compositori esperti e di re-inventare un brano su di un altro strumento (che forse può essere paragonato a riassemblare uno splendido arazzo utilizzando colori diversi dall'originale ma che garantiscano un buon insieme cromatico).

    Le pratiche di pigliare un pezzo, copiarlo su finale, applicare il traspositore automatico e suonarle, non è a mio parere un'operazione intellettualmente del tutto onesta, anche perché è inutile girarci intorno, l'esecuzione non sarà MAI allo stesso livello dell'originale e penso che chi dica il contrario non abbia mai ascoltato l'originale interpretato dai grandi interpreti (v. ad esempio le esecuzioni dei capricci di Paganini al sax... poi ovviamente de gustibus, ma secondo me non funzionano). E qui veniamo a un altro problema che affligge il saxofonista classico moderno: il 90% dei saxofonisti ascolta SOLO sax classico, avendo quindi un approccio alla musica classica parziale e assolutamente settario (poi arriviamo alle aberrazioni del suono piccolo, soffioso e senza armonici, all'intonazione precaria etc... inevitabili se non ci si confronta col mondo del concertismo VERO).

    Comunque discussione interessantissima. Grazie a tutti!!!!!
    Dal sopranino al baritono R&C
    http://www.davidbrutti.com

  4. #14

    Re: I pionieri del sax: Edward A. Lefebre Capitolo 4-A

    e comunque per notare questa caratteristica del suono piccolo basta anche solo vedere il concorso di Dinant, che comunque visto i partecipanti dovrebbe essere un concorso di altissimo livello.

    Grazie mille a te per toglierci queste curiosità =)

  5. #15

    Re: I pionieri del sax: Edward A. Lefebre Capitolo 4-A

    Concordo appieno!

    Su risolleviamo il morale con qualcosa di buono di un'epoca appena successiva a quella del nostro Lefevre:


    [youtube3:28i7auqt]http://www.youtube.com/embed/ihd4nlPFt6g[/youtube3:28i7auqt]

    [youtube3:28i7auqt]http://www.youtube.com/embed/0PTyUPqEPIQ[/youtube3:28i7auqt]

    Probabilmente senza quest'uomo il sax classico sarebbe scomparso e non avremmo avuto le belle pagine che oggi vale la pena studiare.
    Notare ottima intonazione (nonostante suonasse con un Buescher della fine degli anni '20 e un bocchino conforme ai parametri di A. Sax), il suono pieno, scuro e profondo che fonde perfettamente con gli archi e non appare un oggetto alieno, la grande espressività e la bellezza dei fraseggi. Ma di Rascher magari parleremo nelle prossime puntate dei pionieri del sax....
    Dal sopranino al baritono R&C
    http://www.davidbrutti.com

  6. #16

    Re: I pionieri del sax: Edward A. Lefebre Capitolo 4-A

    un grande, senza contare l'estrema padronanza dei sovracuti :half:
    e poi suonava tutti i tagli, dal sopranino al contrabasso :shock:
    aspetto con ansia la puntata su Rascher :ghigno:

  7. #17

    Re: I pionieri del sax: Edward A. Lefebre Capitolo 4-A

    Bello questo concerto, anche se già troppo dissonante per me... io dovevo nascere 150 anni prima, lo so!!! :lol: Comunque che gran suono!!! Fantastico!! purtroppo su youtube non c'è glazunov fatto da rascher (non c'è quasi nulla in effetti), vorrei davvero sentirlo interpretare quello che per me è il concerto classico per sax piu' bello della storia.
    (OT: C'è però Glazunov fatto da M.Mule: gran suono anche lui, ma che vibrato esagerato! e tutte le note, anche quelle molto corte! Non vorrei essere blasfemo ma non mi piace molto)
    Sax Alto - Selmer SA 80 serie II ('87)- Becco Vandoren AL3 /ance Vandoren Blue nr 3,5
    Sax Soprano - Selmer SA 80 serie II ('88) - Becco Selmer S80 D / ance Vandoren Blue 3

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