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pressione del suono
salve colleghi.....da qualche tempo il mio maestro mi sgrida....perche non ho una giusta "pressione" del suono.....ossia...il becco che metto sul labbro pare che sia messo bene....labbro inferiore leggermente incavato sotto l ancia...denti superiori ben saldi e lato del labbro dx e sx ben chiuso.....e mi dice spesso che per verificare la corretta "emissione" mi dice che il suono deve viaggiare attorno a te.......che significa in ambito tecnico??? qualcuno che me lo sappia spiegare + terra terra...:?
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Re: pressione del suono
La spiegazione è un pochino forzata Rosario: il Maestro vuol dire che devi spingere bene. Ma spingere con il diaframma, mentre l'imboccatura deve essere rilassata, naturale.
Il suono ben fatto viaggia bene, ti avvolge: forse questo il Maestro voleva dire! ;)
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Re: pressione del suono
e in termini tecnici come potrei fare??
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Re: pressione del suono
Purtroppo in ambito accademico si tende ad utilizzare metafore e "parabole" per spiegare delle azioni muscolari che sono tranquillamente comprensibili se si utilizza la giusta terminologia.
L'argomento della corretta imboccatura è già stato trattato ma lo riassumo un'ultima volta:
In genere il sax, strumento dalla conicità marcata, necessita di un'imboccatura stabile ma estremamente flessibile che consenta all'ancia di vibrare nel modo corretto. Impostazioni errate come quella clarinettistica "vecchia scuola" o quelle propinate per poca conoscenza della materia in ambito accademico, dove spesso si consiglia "metti il labbro così metti il labbro cosà" sono sostanzialmente errate poiché non tengono conto delle differenze fisiche tra allievo e allievo. Quella che propongo io è un'imboccatura che possa adattarsi alle esigenze e alle diversità fisiche di ognuno di noi. In generale occorre tenere presente che a livello posturale dobbiamo evitare tutte le possibili contrazioni muscolari non necessarie. Il motivo? E' presto detto: le suddette contrazioni non necessarie tenderanno ad ostacolare l'azione corretta dei muscoli necessari e si rifletteranno sul risultato sonoro finale che risulterà duro, acido e poco proiettato, problema che affligge la maggior parte degli interpreti classici. Secondariamente, si fatica di più in quanto, come è comprensibile, più muscoli in azione significa maggiore dispendio di aria. Ecco alcuni semplicissimi passi per trovare la propria imboccatura:
1- aprire la bocca (senza spalancarla e senza scoprire totalmente le arcate dentali);
2- appoggiare delicatamente l'indice della mano destra (o sinistra come preferisci), senza increspare in nessun modo il labbro inferiore e senza assumere strane smorfia: ricorda l'imboccatura corretta è "la tua faccia" se si assumono pose strane allora si sta interferendo con contrazioni muscolari non richieste;
3- si noterà che una porzione di labbro (più o meno piccola dipende se si hanno le labbra carnose o meno e dipende dalla conformazione dei denti) finirà inevitabilmente sopra l'arcata dentale inferiore;
4- quella piccola porzione di labbro è la giusta quantità che deve finire sui denti anche quando si suona normalmente.
Ora cerchiamo di riportare questa imboccatura "corretta" sullo strumento;
1- montare il sax e (IMPORTANTISSIMO) regolare il cordino in modo che il becco dello strumento arrivi all'altezza della bocca senza obbligare il musicista a alcuno spostamento della testa o del collo (ricordiamo: NO torsioni inutili. NO alle posizioni innaturali);
2- imboccare lo strumento con i denti dell'arcata superiore appoggiati saldamente sul bocchino e posti circa a 1-3 del tetto. Esercitare con l'arcata superiore una leggera pressione verso il basso. ATTENZIONE: per ora non chiudere l'arcata inferiore, restare con la bocca praticamente aperta;
3- posizionare il pollice destro sull'apposito supporto e il sinistro sul poggia-pollice. Con il pollice destro esercitare una leggera pressione in avanti.
4- avremo ottenuto così un'equilibrio tra le 3 forze in gioco (cordino-pollice destro e arcata superiore), di conseguenza il sax sarà stabilmente fissato e sarà molto difficile che si muova involontariamente; in questo modo potremmo evitare di tenere lo strumento con le dita o peggio mordendo il becco, cosa che inibisce la corretta vibrazione dell'ancia. La stabilità di questa postura la noteremo soprattutto quando si affronteranno passaggi sui palmari dove il supporto delle dita viene meno e si rischia di compromettere la qualità del suono. Nel registro acuto, se non si possiede questo equilibrio il sax tenderà letteralmente a scappare dalle mano dell'esecutore il quale tenterà in modo errato di tener fermo il sax serrando l'imboccatura;
5- a questo punto chiudere l'arcata inferiore senza increspare il labbro e senza assumere "smorfie" strane (sintomo di contrazioni non necessarie) facendo attenzione a tenere chiusi anche i lati della bocca (so che è un'abitudine che sta prendendo piede nel conservatori di tutta europa, ma l'aria che esce ai lati della bocca è orrenda da sentire). Noterete che una piccola porzione di labbro (simile a quella evidenziata nel precedente "esercizio" con il dito) finirà inevitabilmente sull'arcata inferiore;
6- Evitare, quando si chiude la bocca, di esercitare pressione con i muscoli masticatori (quelli della mandibola per intenderci) in quanto tale muscolatura esercita normalmente una pressione eccessiva. Limitarsi semplicemente a chiudere la bocca evitando di "mordere" (Nota: spesso quando l'indolenzimento del labbro inferiore è causato da un'eccessiva pressione dei muscoli masticatori)
7- respirare e suonare (sulla respirazione ci vuole un capitolo a parte praticamente);
Se si seguono queste semplici regole otterremo il massimo dal nostro strumento in quanto con un'imboccatura morbida e rilassata l'ancia sarà libera di vibrare.
Spero di esserti stato di aiuto. Per altri chiarimenti, vedi firma...
Saluti
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Re: pressione del suono
io se metto il dito sul labbro il labbro non mi finisce sopra i denti... :BHO:
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Re: pressione del suono
Ritenta sarai più fortunato :lol:
A parte gli scherzi: prova ad aprire la bocca in modo naturale (senza spalancarla) e senza scoprire l'arcata inferiore (affrontammo il discorso alla precedente master ti ricordi?)
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Re: pressione del suono
sì, mi ricordo, solo che sta cosa del dito non l'avevo provata. Forse ho capito come mettere il dito. Comunque sarei molto apprezzato nei conservatori europei visto che perdo un sacco di aria dai lati :D
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Re: pressione del suono
grazie mille sei stato esaustivo nella spiegazione. Domani provo e vedo che ne esce fuori...e ti aggiorno :)
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Re: pressione del suono
Ottimo! Tienimi aggiornato. Poi vedo di postare qualcosa sulla respirazione
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Re: pressione del suono
David: grazie per tutti i tuoi interventi che aiutano moltissimo e aspetto post sulla respirazione
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Re: pressione del suono
David, pendo dalle tue labbra :half: oltre che dal mio.. attendo integrazioni, grazie!
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Re: pressione del suono
Ho provato ad eseguire il tuo esercizio allo specchi e mi sono accorto che perdevo aria dai lati prima..ora va meglio...grazie
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Re: pressione del suono
Di nulla Chopin, sono felice di averti dato un piccolo aiuto.
E' chiaro poi che con il soprano dritto (soprattutto se si suona senza cordino) i rapporti cambiano leggermente ed entra in gioco anche il pollice della mano sinistra che contribuirà alla stabilità dello strumento: per tutti gli altri tipi di sax restano valide le considerazioni esposte in precedenza (saxello, soprano curvo e così via fino al basso).
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Re: pressione del suono
Io a differnza di David, uso quella che viene chiamata "imboccatura non imboccatura" ossia, e' sufficiente aprire la bocca pronunciando "A", infilarci dentro 1/3 del bocchino, chiudere delicatamente la bocca. Scoèprirete che davati ai denti inferiori si forma una sacca, dove puo entrare la punta della lingua. Ecco mantentdo cosi il labbro inferiore si ha un controllo totale sull'ancia. A differenza di David, l'ltezza del cordino viene regolata in modo che la punta del bocchino batta appena SOTTO il labbro inferiore. Evidenteente scuole diverse, l'importante e' ceh il risutlato sia il migliore possibile
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Re: pressione del suono
Non mi è chiara questa tua impostazione, scusami ed in ogni caso ci tengo a ribadire che l'impostazione da me consigliata (peraltro largamente consigliata da didatti del calibro di Bergonzi) parte dalla conformazione specifica di ognuno di noi ed è pertanto non univoca (per me non esiste metti il labbro così o cosà). In ogni caso e qualunque impostazione si adotti il principio è di lasciare libera l'ancia di vibrare: più carne è a contatto con l'ancia e meno suono si ha, più contrazioni si adottano per tenere fermo lo strumento e più si avranno difficoltà di emissione.