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Visualizza Versione Completa : illegale il bollino SIAE



PallaDiCannone
18th April 2008, 17:28
Una sentenza della Cassazione riprendendo una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha definito illegittimo il bollino SIAE.
Silenzio dei media, e si continua a pagare :???:

http://www.megachip.info/modules.php?na ... artid=6554 (http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=6554)

Lanjazz
18th April 2008, 17:42
Che meraviglia!!!!!!!! :evil:

CARO
27th May 2008, 19:31
Ah chiaro! L'avevo letto anch'io da qualche parte!
Sempre la stessa storia! Anche con l'Enpals non ha mai detto nessuno che si poteva evitare di pagare in determinate situazioni!
Gli fa troppo comodo...mannaccia! :evil:

Alessio Beatrice
26th July 2008, 12:30
1) Odio l'Enpals
2) Odio la Siae

PJ
26th July 2008, 12:45
Ragazzi, ma a che serve la SIAE? Vogliamo sviscerare insieme la questione? Io sono del parere che vi sia in giro troppa disinformazione a riguardo.

Perch√® se scrivo un brano devo registrarlo? Non √® mio di diritto? La propriet√* intellettuale non √® mia senza depositarlo alla SIAE?

E la SIAE che funzione ha? Solo quella di deposito di "opere frutto dell'ingegno" a tutela dei diritti dell'autore o dell'editore?
Ed allora come può essere obbligatoria l'iscrizione?

Ed ancora, perchè per commercializzare un prodotto devo apporvi il bollino? Se l'opera è mia e non voglio depositarla, ma eventualmente difendermi da solo contro eventuali plagi / copie, perchè non posso commercializzare una mia creazione senza bollino?

Perchè non creare un sistema tipo Creative Commons (http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons) anche per la musica?

La situazione non è chiara... :BHO: :BHO:

Ctrl_alt_canc
26th July 2008, 13:04
guarda che la creative commons cè per la musica :smile:

ModernBigBand
26th July 2008, 13:11
Perch√® se scrivo un brano devo registrarlo? Non √® mio di diritto? La propriet√* intellettuale non √® mia senza depositarlo alla SIAE?


La registrazione alla SIAE è paragonabile a grandi linee ad un brevetto. Se componi un pezzo e non lo registri sei esposto al plagio e non hai strumenti per far valere le tue ragioni.
Una volta registrato e depositato un pezzo presso la SIAE, acquisisci il "brevetto" dello stesso e i diritti che ne conseguono.
Certo il funzionamento della SIAE potrebbe essere migliorato, ma in linea di massima è un ente che opera a favore degli Autori e degli Editori.

;)

Ctrl_alt_canc
26th July 2008, 13:13
ma,da quel che ho capito,il problema è: se me ne sbatto dei plagi e mi tutelo da solo,che obbligo ho di registrarmi alla siae (PAGANDO) per un servizio che non richiedo? se io invento un sax a vapore,mica sono obbligato a brevettarlo! ma posso distribuirlo...cavoli miei se me lo copiano (che ideona poi :lol: )

ModernBigBand
26th July 2008, 13:22
Il problema è proprio lì. Se non ti registri non hai una valida forma di tutela. Se inventi il sax a vapore e non brevetti il progetto, potrei brevettarlo io, trarre profitti dalla tua invenzione e tu non avresti modo di tutelarti...

;)

Ctrl_alt_canc
26th July 2008, 13:30
il punto invece è che non si dovrebbe essere obbligati a essere tutelati pAGANDO! anche il fatto di mettere le cinture di sicurezza è una forma di tutela obbligata,ma non devi pagarla ! è ridicolo,se non chiedo tutela,perchè devo essere obbligato ad averla? Creative Commons ha pensato a qualcosa di molto interessante,anche se devo ancora capire se posso distribuire CD con il marchietto Creative Commons.. :BHO:

Nous
26th July 2008, 13:42
devo ancora capire se posso distribuire CD con il marchietto Creative Commons.. :BHO:

http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.5/it/

Ctrl_alt_canc
26th July 2008, 13:45
si ho letto,ma una casa discografica,può mettere in commercio il mio CD senza il bollo siae ma solo quello CC?

re minore
1st April 2009, 15:35
Perch√® se scrivo un brano devo registrarlo? Non √® mio di diritto? La propriet√* intellettuale non √® mia senza depositarlo alla SIAE?
...
La situazione non è chiara... :BHO: :BHO:

Non sei obbligato ad iscriverti alla SIAE. La proprieta' intellettuale e' tua nella misura in cui riesci a dimostrarlo. Vi sono alcuni sistemi "fancy" per proteggersi, tipo inviare il proprio spartito alla Presidenza della Repubblica che per legge deve protocollare tutto. I Creative Common hanno il limite che per proteggere un brano lo devi pubblicare, perdendo quindi la caratteristica di inedito.

Se sei (o rappresenti) contemporaneamente autore ed editore dell'opera puoi commercializzarla senza bollino. E' peraltro vero che, una volta che ti sei iscritto alla SIAE (facoltativo), sei obbligato per statuto a farti rappresentare dalla SIAE stessa. Cioe', in altre parole, se non ti iscrivi puoi pubblicare l'opera senza bollino ma se ti iscrivi TUTTE le tue opere devono avere il bollino.

La SIAE per gli autori e' un servizio (ed infatti e' SIAE = Societa' Italiana Autori ed Editori ), non un obbligo. La SIAE ha costi di mantenimento che vengono pagati dai soci. L'iscrizione non ricordo quanto costa, una volta fatta tutto quello che si paga e' la quota associativa annuale di 80E.

Sperando di aver chiarito un po' di dubbi... saluto!

M.

re minore
1st April 2009, 15:43
si ho letto,ma una casa discografica,può mettere in commercio il mio CD senza il bollo siae ma solo quello CC?

Se nel tuo progetto non vi sono autori, editori ed esecutori iscritti SIAE puoi. E meno che meno e' obbligatorio il bollo CC.
Coloro che sono iscritti alla SIAE non possono, per statuto interno, agire al di fuori di essa.

Ciao

M.

CARO
1st April 2009, 16:08
Col mio vecchio gruppo, per tutelarci, ci è stato consigliato di autospedirci una raccomandata contenente una copia del nostro cd da mantenere in busta chiusa con gli originali della registrazione in sala. Così, infatti, è stato fatto. :ghigno:

Il Fumatore di Sax
1st April 2009, 18:02
E infatti quella è una furbata! ;)
Bravo Caro!

fcoltrane
2nd April 2009, 18:12
la Cassazione ha stabilito solo per la insussistenza del reato.
i nostri legislatori sono del tutto assenti e dovrebbero meglio regolamentare l'intera materia .
(soprattutto dopo l'intervento della Corte europea)
Ps.
la raccomandata spedita a se stessi può essere utile ma non è (purtroppo) prova certa .
(non ha la stessa funzione del brevetto o affini).
ciao fra

Mad Mat
2nd April 2009, 20:18
Il problema è proprio lì. Se non ti registri non hai una valida forma di tutela.
;)

Finalmente ho colto Modern in fallo! :ehno:

Su questo tema mi permetto di contestare sua maest√* MBB :saputello , dal momento che, a causa di un limitato talento musicale, nelle aule di tribunale ci passo la maggior parte della mia vita (pur non avendo mai commesso alcun reato) e frequento piuttosto spesso anche le Sezioni Specializzate in Materia di Propriet√* Intellettuale.

Non √® vero che un compositore non abbia alcuna forma di tutela se non si iscrive alla SIAE. Tutt'al pi√Ļ potr√* incontrare delle difficolt√* a farsi pagare i compensi per le esecuzioni della sua musica.

Si deve infatti chiarire che la funzione della SIAE non è quella di impedire i plagi bensi quella di gestire per conto dei suoi associati i diritti di sfruttamento economico (e neanche tutti) sulle opere per le quali ha ricevuto mandato (ossia per le opere depositate).

Vi chiederete: e che cosa vuol dire?

Andiamo a monte del problema.

Secondo i principi generali in materia di diritto d'autore, per eseguire in pubblico un qualsiasi brano musicale è necessario:
- essere autorizzati dall'autore
- pagare un compenso all'autore per l'esecuzione.

Se non esistessero la collecting societies come la SIAE, chi volesse suonare "Alba Chiara" alla sagra di uno sperdutissimo paesino o in un'osteria di periferia dovrebbe preventivamente contattare la casa editrice o il management di Vasco Rossi, chiedere l'autorizzazione ad eseguire il brano in quella particolare occasione, concordare il compenso per l'esecuzione ed eseguire il pagamento della somma concordata direttamente all'autore.

La Siae serve principalmente ad evitare tutto questo.

Vasco Rossi, depositando "Alba Chiara", ha conferito mandato alla Siae di fare per conto suo tutte le operazioni sopra indicate.

Infatti in base all'art.37 del Regolamento Generale che regola i rapporti tra gli autori mandatari e la Siae, quest'ultima esercita la protezione delle opere ad essa affidate mediante
- la concessione di permessi di utilizzazione nei quali sono indicate la misura del compenso e le modalit√* della concessione
- la quantificazione e la percezione dei compensi
- la ripartizione dei proventi fra gli aventi diritto.

Per avere il permesso di eseguire "Alba Chiara" non è necessario chiedere preventivamente un'autorizzazione alla SIAE ma è sufficiente compilare il famigerato "Borderò" (o "Borderaux") e pagare i diritti. A fine anno la Siae fa il calcolo di tutto quello che le è stato versato per le esecuzione e registrazioni di "Alba Chiara" e versa una percentuale pari a circa l'80% di quello che ha incassato a Vasco Rossi ed al suo editore.

E' evidente che se non ci fossero le Collecting Societies, gli autori dovrebbero fare un gran lavoro solo per riscuotere i diritti di esecuzione delle proprie opere.

Inoltre grazie alla capillare diffusione sul territorio dei propri ispettori, la Siae tutela i suoi associati controllando che chi esegue Alba Chiara alla sagra del paesino sperduto paghi effettivamente i compensi per Vasco Rossi.

Ora se qualcuno scrive e deposita una canzone dal titolo "Sera Grigia" IDENTICA ad "Alba Chiara" la SIAE non fa un bel niente!!!!!Sar√* Vasco Rossi che dovr√* citare l'autore di "Sera Grigia" avanti al tribunale competente per far accertare il plagio ed ottenere un risarcimento del danno.

Affinch√® il Giudice dichiari che "Sera Grigia" √® un plagio di "Alba Chiara", Vasco Rossi dovr√* dimostrare tra le altre cose che "Alba Chiara" √® stata composta prima di "Sera Grigia".

Grazie al "Bollettino di Dichiarazione" Siae, Vasco Rossi può dimostrare che "Alba Chiara" è stata composta prima del giorno del deposito.

Tale circostanza può, tuttavia, essere provata anche in altri modi: ad esempio con il timbro postale apposto su una busta sigillata, contente lo spartito di "Alba Chiara". Infatti, se la busta rimane sigillata, il tibro postale dimostra che il brano è stato creato prima della data dell'invio.

Dunque se scrivete un pezzo e non lo depositate alla Siae, in futuro potrete comunque dimostrare che è stato copiato da qualcun'altro.

Tuttavia se il brano verr√* eseguito o registrato a vostra insaputa, non incasserete i vostri compensi neppure se l'esecutore lo indicher√* sul border√≤!

Dunque è consigliabile iscriversi alla Siae quando qualcuno esegue in pubblico o registra le vostre composizioni.

Se la vostra unica preoccupazione è il plagio, mandatevi lo spartito per posta in una busta sigillata! Così facendo risparmierete tanti soldini.

fcoltrane
2nd April 2009, 22:32
e poi durante la controversia sar√* necessario dimostrare con una perizia che la busta √® effettivamente sigillata .
con il decorso del tempo temo che solo un sigillo a regola d'arte potrebbe essere utile a tal fine, non certamente una semplice busta .
ciao fra

re minore
3rd April 2009, 10:07
Se la vostra unica preoccupazione è il plagio, mandatevi lo spartito per posta in una busta sigillata! Così facendo risparmierete tanti soldini.

Quoto pienamente, ma vorrei aggiungere un paio di considerazioni.

Il sistema della busta sigillata a se stessi non e' ritenuto "sicuro": infatti in una eventuale contestazione in tribunale il verdetto finale tra uno sconosciuto possessore di busta chiusa risalente a 5 anni prima ed un artista di fama mondiale con un hit registrato in SIAE un anno dopo (e magari copiato dallo sconosciuto) non sarebbe affatto scontato.

L'iscrizione in SIAE ha un costo "una tantum" che si paga appunto all'iscrizione e che non ricordo a quanto ammonti, mi sembra 160 E ma potrei sbagliare, ed un costo fisso annuale di 80E. Per gli iscritti il deposito delle opere e' gratuito, quindi con 80E all'anno depositi tutto quello che vuoi.

Saluti!

M.

Mad Mat
3rd April 2009, 12:02
Il sistema della busta sigillata a se stessi non e' ritenuto "sicuro": infatti in una eventuale contestazione in tribunale il verdetto finale tra uno sconosciuto possessore di busta chiusa risalente a 5 anni prima ed un artista di fama mondiale con un hit registrato in SIAE un anno dopo (e magari copiato dallo sconosciuto) non sarebbe affatto scontato.


Non sono d'accordo: dal punto di vista probatorio la busta sigillata da certezza in ordine data di creazione tanto quanto il deposito in Siae.

A differenza di quanto previsto per la registrazione dei marchi, nessuna norma stabilisce che la paternit√* di un'opera spetti a chi l'ha depositata per primo alla Siae n√® tanto meno che il deposito in Siae costituisca una presunzione assoluta n√® relativa di paternit√* dell'opera depositata.

Infatti mentre la titolarit√* del marchio si acquista con la registrazione (lasciamo perdere il discorso del preuso a livello nazionale e le problematiche inerenti al tema del marchio di fatto), ai sensi dell'art. 6 della Legge 633/41 "Il titolo originario dell'acqusto del diritto d'autore √® costituito dalla creazione dell'opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale".

Quindi autore di un brano musicale e titolare dei diritti di sfruttamento economico è soltanto chi ha creato il pezzo e non chi lo ha depositato.

Per quanto mi risulta, non vi sono neppure precedenti giurisprundenziali (sentenze del passato) che abbiano mai stabilito che la prova della data di una composizione, fornita attraverso un timbro postale apposto sulla busta sigillata contenente uno spartito, non sia sicura. Se ci sono, chi le conosce le citi.

E' vero che la prova del fatto di aver creato un certo brano in epoca antecedente alla composizione di un altro non è sufficiente a vincere una causa per plagio. Questa cosa vale, però, tanto nel caso in cui lo dimostriate ad un giudice attraverso la data del deposito in Siae quanto nel caso in cui lo proviate con la produzione in causa della busta sigillata con apposto il timbro postale.

re minore
3rd April 2009, 15:50
A differenza di quanto previsto per la registrazione dei marchi, nessuna norma stabilisce che la paternit√* di un'opera spetti a chi l'ha depositata per primo alla Siae n√® tanto meno che il deposito in Siae costituisca una presunzione assoluta n√® relativa di paternit√* dell'opera depositata.
...
Per quanto mi risulta, non vi sono neppure precedenti giurisprundenziali (sentenze del passato) che abbiano mai stabilito che la prova della data di una composizione, fornita attraverso un timbro postale apposto sulla busta sigillata contenente uno spartito, non sia sicura. Se ci sono, chi le conosce le citi.


Chiarisco che non penso assolutamente che la paternita' spetti a chi per primo registra in SIAE! La paternita' spetta a chi puo' dimostrare con certezza di avere conoscenza dell'opera prima di chiunque altro. Il deposito in SIAE e' una prova valida, alla data del deposito, si aveva conoscenza dell'opera.

IMHO la busta sigillata potrebbe non venir considerata prova valida: il giudice potrebbe ritenere impossibile provare che la busta non sia stata falsificata, oppure semplicemente aperta e richiusa. Credi che non sia possibile falsificare una busta, oppure aprirla e chiuderla senza lasciare traccia, qualora in gioco ci siano milioni di euro?

Tanto per chiarire che neanche io considero il deposito in SIAE l'unico sistema valido, ma solo uno piu' comodo di tanti altri, avevo suggerito io stesso un sistema alternativo: scrivere alla Presidenza della Repubblica la quale per legge protocolla tutto. Da quello che avevo appurato quando avevo fatto ricerche in merito (un paio di anni fa) questo sistema era ritenuto molto piu' "sicuro" rispetto a quello di spedirsi una raccomandata.

Per quanto riguarda la giurisprudenza, credo che sarebbe piu' da chiedersi se esiste una sentenza che riconosce la validita' della busta chiusa, piu' che chiedersi se ce n'e' una che NON la riconosce. Cioe', mi spiego meglio, supponiamo che non ci siano mai state cause "busta chiusa" contro altri sistemi (tra cui SIAE): in questo caso e' impossibile trovare una sentenza che non riconosce la validita' della busta chiusa ma non vuol dire niente. Prova a sotituire "testimonianza di un amico" a "busta chiusa" e vedrai che... non funziona!

Ciao

M.

fcoltrane
3rd April 2009, 17:19
quoto quanto scritto da re minore .
√® aggiungo che alla posta √® possibile far apporre il bollo postale con la data ad esempio sui contratti, ma in quel caso in genere vi √® un foglio ed un bollo, gia con un opera scritta di pi√Ļ pagine vi sarebbero problemi analoghi all'opera su cd o altro supporto musicale.
un ulteriore considerazione :vi siete mai chiesti quanto dura un bollo postale su carta ?
ciao fra

23rd April 2009, 20:00
1) Odio l'Enpals
2) Odio la Siae

molto sintetico e molto azzeccato!!!!!!! :bravo: :bravo:

Danyart
31st July 2009, 12:26
sapete dirmi come devo fare e quanto mi costa "ufficializzare" dei cd da me registratii di brani cover per poterli vendere legalmente????? :BHO: :BHO: :BHO:

re minore
31st July 2009, 15:14
Ciao danyart,

Qui dovresti trovare tutte le informazioni necessarie:

http://www.siae.it/UtilizzaOpere.asp?link_page=musica_utilizzatori_dr m_ObblighiDelProduttore.htm&open_menu=yes

Danyart
20th August 2010, 13:33
ovviamente immagino sia illegale o comunque non obbligatorio per cd o altri supporti di materiale originale, per quanto riguarda le cover penso sia obbligatorio, o mi sbaglio??

Danyart
24th August 2010, 21:55
Sono legittimamente circolanti, ai sensi della Legge 633/1941 i supporti prodotti entro la data di entrata in vigore della Legge 18 agosto 2000, n. 248, purchè conformi alla legislazione previgente in materia di contrassegno e di tutela del diritto d'autore, nonchè i supporti prodotti dopo l'entrata in vigore della medesima Legge n. 248/2000 e conformi alle disposizioni regolamentari di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 ottobre 2002, n. 296.

E' quanto prevede il D.P.C.M. 23 febbraio 2009, n. 31 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 6 aprile 2009, n. 80) in materia di disciplina del contrassegno da apporre ai supporti ai sensi dell'articolo 181-bis della Legge sul diritto d'autore.

Tornano dunque i bollini Siae dopo che la Corte di Giustizia Europea li aveva bocciati con sentenza 8 novembre 2007 (a seguito della quale anche la Cassazione Penale si era pronunciata con sentenza 2 aprile 2008, n. 13810 affermando la nullit√* delle sanzioni previste dalla Legge 633/1941 per l'assenza dei c.d. bollini).

In particolare il contrassegno, applicato sulla confezione del supporto in modo tale da risultare visibile, deve contenere:

* titolo dell'opera;
* nome dell'autore, del produttore o del titolare del diritto d'autore;
* un numero progressivo;
* destinazione del supporto alla vendita, al noleggio o a qualsiasi altra forma di distribuzione.

(Altalex, 9 aprile 2009)


veramente assurdo, uno paga per cose proprie, ladri infami!