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Discussione: Trascrizioni: rispettare la tonaltÓ originale, o la natura dello strumento

  1. #1

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    Trascrizioni: rispettare la tonaltÓ originale, o la natura dello strumento

    Ciao a tutti,

    Una domanda che mi pongo sempre, prima di iniziare una trascrizione, Ŕ se si debba rispettare la tonalitÓ originale del brano, o tenere conto piuttosto della miglior resa sullo strumento.

    La quasi totalitÓ delle trascrizioni per sax che ho visto tende a rispettare la tonalitÓ originale, magari spingendo lo strumento in registri "pericolosi". In compenso, nel mondo della classica Ŕ pratica comune trasporre ad una tonalitÓ pi¨ adatta allo strumento. Gli stessi grandi autori riadattavano spesso i loro pezzi trasponendo liberamente (anche se a volte ci si pu˛ chiedere se la trasposizione al tono vicino sia motivata da un adattamento allo sturmento, o dal diverso diapason tra i vari strumenti).

    La mia impressione Ŕ che nel caso del sax entrino in gioco due fattori: 1) la necessitÓ di produrre una parte che consenta di suonare insieme ad altri, e 2) il rispetto sacrale del testo originale, pratica diffusa nell'epoca in cui il sax ha cominciato ad esistere, e che perdura a tutt'oggi.

    La mia preferenza va all'adattamento e alla miglior resa strumentale. Da compositore, so che quando si compone si pensa pi¨ alle possibilitÓ dello strumento che ai significati simbolici o al particolare moto dello spirito (o "affetto") associato ad una tonalitÓ. Mi sembra quindi pi¨ logico produrre un brano trasposto che rispetti allo stesso modo lo strumento di destinazione.

    Voi come vi regolate?

    Paolo

  2. #2
    questo aspetto Ŕ pi¨ rilevante quando stai trascrivendo un solo eseguito con uno strumento diverso.
    (ad esempio un solo suonato con un contralto e tu lo stai trascrivendo per tenore)
    in questo caso pu˛ essere utile capire in origine quali posizioni siano state utilizzate con il contralto. (che ovviamente non sono le stesse del tenore)
    preferisco per questo motivo trascrivere soli giÓ eseguiti con il mio strumento perchŔ ovviamente il problema non si pone (e si ha modo di comprendere cosa suona effettivamente il sassofonista)
    negli ultimi anni con internet e con l'evoluzione della tecnica sassofonistica si ha modo di verificare un gran numero di trascrizioni giÓ pronte all'uso , e spesso anche le trascrizioni del proprio strumento presentano tutta una parte fuori dal registro ordinario (della serie o hai una grandissima tecnica strumentale o .........)
    sax tenore selmer sba 1948 mk6 m 114906 bocchino francois louis

    ancia di plasticazza (bari) m

  3. #3
    tifo e pratico la trasposizione che favorisca lo strumento.

    si Ŕ quasi obbligati a farlo quando si tratta di arrangiamenti e si ha un ensamble vario.
    Non puoi obbligare nessuno a comprarsi uno strumento per riuscire a suonare tutte le voci della tua armonizzazione, per cui si traspone tutto e si valuta la resa finale.

  4. #4
    Trascrivere tutto in tonalitÓ originale.
    Altrimenti a livello meccanico... pu˛ essere tutto inutile.


    Uno degli obiettivi dello studio della tecnica (sia in un musica classica sia nel jazz... soprattutto nel jazz) Ŕ quello di svincolare lo strumento da quelle che sono le tonalitÓ semplici.
    Semplici per il sassofono ha un diteggiature diatonica (come un clarinetto, un flauto, un pianoforte) e non cromatica (come un chitarra o un violino... o un basso elettrico).


    Non Ŕ pratica rara... quella di cambiare la tonalitÓ dei brani, ma dipende quali brani e perchŔ.
    Si vendono prodottino intelliggente per sassofonisti che NON trascurano i dettagli:
    - Vandoren V16 A7S: http://www.saxforum.it/forum/showthread.php?24734 (per sax alto)

  5. #5
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    ...bella discussione, qui mi ci butto volentieri...

    ...vediamo il problema dal lato pratico e dai risultati ottenibili... con il trasportare i brani in tonalitÓ pi¨ facili esegui un lavoro di semplificazione su te stesso, invece rispettando le tonalitÓ originali ti permetteranno un migliore inserimento e confronto con altri esecutori... prova ad immaginarti in una jam ove tutti i partecipanti intonano tenor madness in tonalitÓ originale e qualcuno invece la sa fare solo in fa maggiore... (peggio ancora sarebbe suonare l'inno di Mameli in re...) questi esempi li ho semplicemente posti per far capire che su certi brani non si pu˛ uscire dal seminato... poi che ogni musicista doverebbe essere in grado di suonare ogni brano e in ogni possibile tonalitÓ a me sembra un utopia a meno che quest'ultimo non sia veramente formato musicalmente all'inverosimile, ma un minimo di adattamento bisogna averlo indipendentemente dal livello raggiunto e quindi un po di "trasposizione" la si pu˛ infine accettare...

    tempo indietro mi Ŕ capitato di cenare in un dehor di ristorante sul mare, quella sera per allietare i clienti la direzione aveva ingaggiato un tastierista (non cantante) che ha proposto l'intero repertorio strumentale suonando per tre ore in do maggiore e la minore... non vi dico quante ore mi sono servite per digerire la cena...

    ...saluti... z'...
    Yamaha YTS 82Z Custom UL [Ludovico...] Goldbeck Superb ref. Bucci / Algola MK1 long shank / Morgan Excalibur 8-9 ref. Bucci / Rico S.J. - La Voz
    Yamaha YTS 62 MK1 Purple Logo chiver G1 [Gian Battista...] CafŔ Primo Ibrid ref. Bucci / 10M Fan Robusto ref. Bucci / Rico S.J. - Rigotti Gold
    Conn C. Melody New Wonder II 1925 [ Cherubino...] mouthpiece Conn Eagle ref. Bucci / Yamaha Wind Controller WX5 / WT11

  6. #6
    forse ho fatto il passo pi¨ lungo della gamba..

    quello che faccio di solito Ŕ:
    la trascrizione in originale, e si cerca di mantere originale. fosse anche in F#.
    se non si pu˛ mantenere originale, si sposta in base alle esigenze.

    solitamente si sposta con organici e armonizzazioni che escono dai registri comodi / sicuri degli strumenti dell'organico.

  7. #7

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    Provo a sintetizzare:

    - ╚ meglio, quando possibile, mantenere la tonalitÓ originale, sia per conservare la logica che ha guidato la scelta di quella tonalitÓ da parte del compositore, sia perchÚ pu˛ capitare di suonare con altri che hanno imparato il brano nella tonalitÓ originale.

    - Si pu˛ trasporre ad una tonalitÓ diversa quando si pu˛ fare a meno di pensare alla "compatibilitÓ" con altre parti, e la resa nella tonalitÓ originale non Ŕ buona.

    - In caso di sconfinamento in registri scomodi, si pu˛ pensare a trasporre la frase ad un'ottava diversa.

    Vi vengono in mente altri casi?

    Paolo

  8. #8
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  9. #9

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    Non so. L'idea di un sax cromatico indifferente alla tonalitÓ potrebbe non essere male. Ma mi sembra che ci siano ancora troppe forzature (vedi le troppe note da suonare con il mignolo).

    Paolo

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