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Discussione: Invitation in 7/8 sul sax baritono - studiare i tempi dispari

  1. #1

    Invitation in 7/8 sul sax baritono - studiare i tempi dispari

    Ciao, durante queste feste non so perchè mi sono divertito parecchio o suonare i tempi dispari, cosa che in passato non amavo affatto.
    Chissà perchè? Forse perchè è una cosa nuova, o forse l'inizio di un cambiamento, non so, in ogni caso studiare qualcosa di diverso non fa mai male!
    Devo dire che studiare i tempi dispari con un loop di batteria anzichè con il metronomo e basta mi rende piu' consapevole del groove e mi aiuta a pensare piu' alla clave che al tempo e basta.
    Sicuramente per riuscire a suonare bene questi ritmi bisogna riuscire a farlo naturalmente e senza contare, ovviamente non è affatto facile...
    In questo video ho suonato invitation in 7/8.
    Nei prossimi vlog ho intenzione di approfondire questo argomento, ma devo ancora pensare un po' a come farlo ed esercitarmi di più prima di esprimermi su un argomento cosi' complesso.
    Mi piacerebbe confrontarmi con voi su questo.
    Come studiate i tempi dispari?
    E' una cosa che fate spesso? Avete dei suggerimenti?


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    Fabrizio D'Alisera & Max Ionata "Crossthing" www.youtube.com/watch?v=PGZLj2tnhzk"
    Theo Wanne endorser

  2. #2
    bravo fabri!
    Tenore: Selmer SBA 49xxx
    Tenore: Selmer Mark VI 98xxx
    Tenore: Selmer Reference 36
    Algola Mark I (0.108")
    Rigotti Jazz 3M/3H - D'Addario jazz select 3H

  3. #3
    Grazie Al, fatti vivo a Roma prima o poi!
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    Theo Wanne endorser

  4. #4
    Guarda, se c'è un "esercizio" che mi piace fare quella volta che ho 1-2 ore libere a orari decenti per la musica (che purtoppo sono sempre più rare ) è proprio suonare su tempi dispari.

    Attacco microfono, scheda, pc, cuffie e faccio partire un brano a caso di quelli che ho scaricato; sono in genere backing tracks intitolate funk/prog/jazz/jam scaricate dal tubo ...

    I tempi che ricordo di aver suonato durante le feste sono 5/4, 7/4 e 7/8.


    Il mio approccio è tutto fuorché "accademico", nel senso che solitamente non mi metto ad analizzare il metro, cadenza ecc... ma parto subito. Ovviamente all'inizio non ci sto dentro (anche perché oltre al ritmo si deve capire il gro armonico, che su queste tracce non sempre è dato), ma il giochino è proprio quello di cercare di riuscire a seguire il ritmo il prima possibile sforzando orecchi, cervello e dita ad adeguarsi. Come se si venisse buttati in mezzo a un gruppo che sta suonando e bisogna attaccarsi subito (cosa che peraltro mi è successa varie volte nella mia minima carriera musicale e che è stata la molla che mi ha fatto prendere la decisione di fare questo tipo di "esercizi" ... che servono tantissimo, ci si rende conto poi).

    Quanto tempo ci metto dipende da vari fattori, non ultimo, anzi, il mio livello di riposo/stanchezza mentale. Perché credo che la difficoltà sia solo mentale, data dalla nostra disabitudine a suonare su questi tempi.

    Cosa suono durante questa prima fase è secondario e dipende da quanto in forma sono: da semplici figure ritmiche a qualche mezza frase, dipende. Poi, quando mi sembra che inizio a starci dentro alla musica, allora cerco di suonare qualche frase sensata, qualche idea, ecc. e continuo finché qualcuno/a viene a lamentarsi

  5. #5
    Ciao Tommy, grazie per il tuo intervento. beh sicuramente più si suonano spesso i tempi dispari più aumenta la confidenza con essi. L'abilità di suonare qualcosa "al volo" senza potersi riscaldare e catapultandosi direttamente nel brano è fondamentale, devo dire per esperienza che la scuola delle jam session è una palestra senza rivali. Magari appena tiri fuori il sax ti staccano Cherokee e devi suonare al volo... Se non lo hai fatto per anni tutte le settimane non riesci a farlo! Ho scoperto che un primo step che aiuta moltissimo sui tempi dispari è quello di saper adattare il tema "stretchandolo" in modo da adattarlo al nuovo tempo. In questo caso Invitation, lo standard di Kasper che ho suonato è un brano in 4/4 quindi ho dovuto per prima cosa adattare il tema in 7/8 e poi improvvisare sulla struttura armonica (il chorus) anch'essa in 7. È stato divertente!

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