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Discussione: Charlie Rouse blues lick in 12 tonalità - SaxVlog

  1. #11
    Ciao intanto grazie a tutti, mi fa piacere che i video diventino motivo di discussione, soprattutto parliamo anche di musica, non solo di ance, becchi, risuonatori in metallo, plastica o pelle umana....ok il set up conta, ma la musica di piu'!
    La cosa piu' importante di tutte è cantare e poi riportare tutto sul sassofono, questo è il vero ear training fatto sui dischi, io sono abbastanza contrario a studiare i soli sugli spartiti.
    Certo, posso dire che insegnando mi rendo conto della difficoltà di "tirare giù" le frasi ad orecchio quindi capisco che all'inizio possa essere utile scrivere su carta quello che si suona per poi trasferirlo allo strumento, ma bisogna sforzarsi di liberarsi il più presto possibile di questo aspetto e di far lavorare le nostre orecchie il più possibile.
    Famoso è il modo in cui insegnava Lennie Tristano, ed insegnava a vari strumentisti, non solo pianisti....dovevi prima andare da lui e cantare il solo perfettamente altrimenti non ti faceva suonare lo strumento!!!
    Bisogna suonare quello che abbiamo in testa non nelle dita! Ovviamente è molto difficile e complesso, serve tecnica, ascolto, linguaggio, ear training, conoscenze armoniche, insomma un bagaglio enorme.
    Fatta questa premessa provo a rispondere ad ognuno di voi.

    @fcoltrane la cosa che mi intriga di più quando tiro giù una frase da un disco non è tanto riprodurla sul sax, ma provare a capire come pensava il musicista, quale era la sua logica.
    Sinceramente credo che la frase sia stata pensata più come un C7 per tre quarti della misura ed un G7 sull'ultimo quarto, in quanto all'inizio il sol che va al fa# è un classico movimento della 5 che va alla #11 (la famosa blue note di C7) con ritorno fino a procedere salendo al sib , la b7 di C7.
    La cosa fantastica è come Rouse entri nel G7 attraverso il cromatismo sol solb fa cadendo sulla b7 dell'accordo fa e poi sol do fa, quindi di fatto G7 sus4 e risolvendo poi sul mi all'atterraggio di C7, la terza maggiore.
    Puro linguaggio cromatico bebop fuso con frammenti di pentatonica.
    Un grande equilibrio fra intellettualità e blues viscerale.

    @marcus non ti preoccupare di quanto ci metti, quando stai un pomeriggio o una settimana su una frase ti resta sempre qualche cosa dentro oltre alla frase stessa.
    Mi ricordo che le prime volte che provavo a rifare le frasi dai dischi ci mettevo una settimana per tre misure, è assolutamente normale.
    La cosa importante è che per fare questo specialmente le prime volte sei costretto ad ascoltarti quella frase centinaia di volte e pian piano assorbi tutti gli aspetti della frase, dai piu' evidenti ai piu' profondi:
    note, ritmo, pronuncia (utilizzo degli accenti, della lingua, ghost notes, ed altro), accordi che sono sotto alla frase, sostituzioni armoniche che puo' aver pensato il solista, modo di vibrare (non in questo caso) ecc...
    Questo fa il linguaggio ed il bagaglio di un musicista, e questo è il motivo per cui se fai suonare questa frase ad un musicista bravo, ma che non conosce e non ha mai ascoltato un disco di jazz nella sua vita suonerà quelle note, ma il risultato sarà completamente diverso, di fatto sembrerà un'altra frase!
    Il procedimento poi di trasportarla in tutte le tonalità senza scrivere la frase è un ottimo allenamento armonico e tecnico, anche se ci sono i pro ed i contro, ne ho parlato nel video

    @ algola certo, ogni cosa puo' essere un'occasione di studio, ma anche di modo in cui studiare. Pero' ricordati che dobbiamo lavorare insieme al becco sul baritono!!!

    @fabio runner grazie!
    www.fabriziodalisera.com
    New album coming soon...www.youtube.com/watch?v=CFcW_VQe7ko
    Fabrizio D'Alisera & Max Ionata "Crossthing" www.youtube.com/watch?v=PGZLj2tnhzk"
    Theo Wanne endorser

  2. #12
    @bb
    Grazie per stimolo ed incoraggiamento
    @algola
    Idem

  3. #13
    Dopo lo smacco di non essere riuscito a sentire le note della frase in questione grazie agli stimoli di Fabrizio onvece di vendere tutto definitivamete mi sono messo a tirarmi fuori un assolo.
    Mi son detto che non aveva senso mollare tutto visto che in fin dei conti la colpa era mia se non mi sono mai dedicato a tirare fuori assoli.
    Ebbene per imparare mi son preso un assolo di cui ho già la trascrizione così da poter correggermi (altrimenti col cavolo che imparo) senza ovviamente guardarla se non quando non fossi certo che ormai avevo fatto tutto giusto.
    Mi sono imposto di riuscire a cantare il frammento di assolo che man mano affronto prima di suonarlo.

    L'assolo in quesione è di Dexter Gordon su There Will Never Be Another You

    Risultati:

    Punto 1)
    - ritmicamente lo scrivo abbastanza bene (differenze minime dalla trascrizione di riferimento tipo note puntate al posto di ottavi e cose del genere)
    - faccio fatica a cantare l'assolo ma nel giro di un paio di pomeriggi già vedo che le cose migliorano
    - note: sbalgio talvolta di semitono....e il punto è questo: non solo cantandole mi sembrano giuste ma poi, prima suonandole da solo e successivamente sopra l'originale NON SENTO L'ERRORE...che è esattamente quello che mi è capitato con la frase di Rouse qui trattata.
    La cosa più grave è che anche dopo aver visto l'errore continuo a pensare che in fin dei conti andava bene anche come l'avevo trascritta io.
    Nel caso dell'assolo di Rouse ho avuto qualche dubbio se fosse:
    G F# G A Bb A G F E (sbagliata)
    oppure
    G F# G A Bb A G F# F (giusta)
    anzi di primo acchito l'avevo suonato quella giusta poi leggendo che si parlava di 6a...mi son fatto condizionare è ho messo il E (6a del G)...
    il punto è che a parte l'errore a me non cambia nulla o molto poco rispetto la versione corretta e questo mi lascia come disorientato...suono con le orecchie tappate?

    Punto 2)
    una volta che ho trascritto l'assolo che me ne faccio?
    Fabrizio parla di cose che rimangono ma a me qualcosa non torna.
    Del solo di Dexter Gordon su There Will Never Be Another You sono riuscito a scrivere (in un pomeriggio s'intende) 6 misure giuste...bene piccolo risultato ...e ora? ...a me pare di suonare da ca@@o, come sempre, anche su quelle misure.
    Quello che voglio dire è che non collego il risultato ottenuto con la mia capacità di suonare: è come se avessi lavato i piatti, ok ho fatto un buon lavoro ma suono da bestie come prima....

    Che cosa mi manca? Cosa sbaglio nel metodo?




  4. #14
    Il processo di apprendimento purtroppo per alcuni è lungo (io sono tra questi) il cromatismo lo sentivo con difficoltà e quindi mi riusciva difficile trascrivere o costruire delle frasi nella mia improvvisazione utilizzandolo.
    per lungo tempo non lo ho studiato non ho trascritto ed il risultato è stato pessimo.
    recentemente mi ci sono dedicato di più e qualche piccolo risultato appare all'orizzonte.

    conosco un pianista che per insegnare l'improvvisazione e la costruzione della frase prima fa suonare la frase diatonica e poi con l'intervallo cromatico.
    nel nostro esempio diatonicamente sostituisci la nota fa diesisis con mi (ogni volta)
    le due frasi non sono così diverse (dal mio punto di vista un Gm suonato con la sua sensibile o intervallo cromatico) o come dice Fabrizio un movimento su C7 sulla sua quinta diminuita.

    a tal proposito durante un seminario del grande Barry Harris un musicista chiese della coppia II V i grandi pensano più al II o al V .
    la domanda anche se stiamo parlando di un V di un blues che in realtà è un I può essere riproposta ....
    sax tenore selmer sba 1948 mk6 m 114906 bocchino francois louis

    ancia di plasticazza (bari) m

  5. #15
    @Marcus conosco quell'assolo è fantastico!
    Forse per iniziare questa nuova forma di studio avresti potuto scegliere qualcosa di più semplice, quel solo non lo è affatto.
    Non ti preoccupare delle cose che sbagli e non senti, persisti e vedrai che i risultati arriveranno.
    Continua semplicemente a farlo sempre.
    Quando avrai tirato giù bene a memoria almeno 5 o sei soli brevi da almeno un chorus (quello che hai scelto tu è molto lungo) vedrai che avrai rinfozato sia il tuo ear training, sia il tuo vocabolario jazzistico.
    Bisogna insistere ed essere costanti, quanto hai suonato il do grave prima di attaccarlo correttamente 10 volte su 10 senza pensare a niente?

    @fcoltrane beh dipende dal brano, e dalla frase che vuoi ottenere, in genere tendo a pensarli entrambi, ma cambia il peso che possono avere.
    sicuramente se suono una ballad o un tempo medio tendo a farli sentire entrambi.
    Se suono un fast tipo "cherokee" li penso entrambi lo stesso, ma il V ha decisamente più peso del II, a volte si possono fare ottime cose pensando solo il V.
    Sicuramente bisogna creare una buona risoluzione dal V al I, su questo non c'è dubbio.
    Dipende comunque anche dal brano, non è almeno per me una cosa assoluta.
    www.fabriziodalisera.com
    New album coming soon...www.youtube.com/watch?v=CFcW_VQe7ko
    Fabrizio D'Alisera & Max Ionata "Crossthing" www.youtube.com/watch?v=PGZLj2tnhzk"
    Theo Wanne endorser

  6. #16
    @bb
    Grazie per l'attenzione dedicatami.
    Ho scelto quel solo perché mi piace così mi diverto.
    Ma se hai soli più didattici da consigliarmi ben volentieri..mi servono però le trascrizioni altrimenti non posso autocorreggermi

    @bb e@fcoltrane
    Cosa intendete dicendo di pensare II o V o entrambi?

  7. #17
    nell'esempio di Rouse il sassofonista suona su una battuta C7
    C7 è un accordo di dominante un V per intenderci , in realtà siccome si tratta di blues è un I ma questo ai nostri fini poco importa.
    il V sta sempre insieme al II ossia una coppia inscindibile nel nostro caso Gm C7

    nel suonare la prima parte della frase il sassofonista pensa al V ossia al C7 o pensa al II Gm
    costruisce la frase pensando solo al Gm parte dalla tonica riafferma la tonica inserendo il cromatismo la sua sensibile poi sino alla terza minore ascendente poi discendente sino alla settima bemolle : suo obbiettivo, passando per il solito cromatismo.
    o pensa al C7 quindi parte dalla 5a movimento cromatico per poi andare sulla 7a ecc....

    la seconda parte della frase è un lick su pentatonica

    capire come ragionano i grandi può essere utile perché può indicare come procedere quando sei tu che devi costruire una frase .
    sax tenore selmer sba 1948 mk6 m 114906 bocchino francois louis

    ancia di plasticazza (bari) m

  8. #18
    Ah in quel senso...allora avevo capito cmq grazie per il chiarimento

  9. #19
    Peccato che non si senta niente di quello che dici, almeno sul mio compiutere, l'audio è veramente scarsissimo, peccato!!
    Alto Yamaha 875 EX- Alto Stewart Ellis- Muramatsu SR Heavy - Briccialdi 9612.

  10. #20
    Ciao Robinik, ho provveduto ad alzare l'audio del parlato rispetto al sax nei successivi vlog, ma sinceramente io in cuffia non ho un gran problema a sentire il parlato. Per questo tipo di cose ci vogliono delle cuffie o delle casse a cui collegare il computer.

    - - - Aggiornato - - -

    Ora lo sto ascoltando dal cellulare, non ho nessun problema, per curiosità anche voi altri riscontrate il problema di Robinik?

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