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Discussione: Studio con il kiver o collo dello strumento.

  1. #81

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    Ecco il punto: faccio molta fatica a produrre un suono forte. La tecnica ideale, allora, potremmo descriverla come "massima resa con il minimo sforzo". Magari anche senza sforzo! Ti ringrazio ancora. Ora occorre pazienza e dedizione. Su internet poi non è difficile trovare indicazioni su esercizi utili per migliorare la respirazione e la capacità polmonare. Quando ci saranno progressi ti farò sapere, e vedremo cosa bisogna migliorare. A presto!

  2. #82

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    Ciao fcoltrane! Mi rammarico per il prolungato assenteismo, tuttavia non ho grandi novità. Attualmente riesco a suonare per max 8 secondi, con un pò di sforzo nell' ultimo tratto. Mi pare che l'affaticamento complessivo inizi a diminuire. Ora sono sceso alle rico (rosse) n2. Caricherò un nuovo video una volta raggiunta la soglia dei 10 secondi. Grazie ancora per l'immensa cortesia. A presto!

  3. #83

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    Caro fcoltrane, scusa se è da molto che non scrivo; purtroppo non ho registrato veri progressi. Diciamo che tenendo l'imboccatura morbida il mio suono è più pieno ma la sua durata rimane sugli 8 sec, se stringo un poco di più il tono è crescente, il suono forse più afono, la durata va anche oltre i 10 secondi. Il vero progresso sino ad oggi, forse, è il minor sforzo e affaticamento. Grazie ancora per il tuo aiuto. A presto. Carlo

  4. #84
    recentemente ho assistito ad un seminario con Andy Sheppard .
    ad una mia domanda sul "suono" ha affrontato alcuni degli argomenti che rappresentano la base per la produzione.
    la respirazione :
    Andy diversificava tre tipi di respirazione (dal punto di vista teorico) .
    la prima che si colloca visivamente sulla pancia al di sotto dell'ombelico o giù di li.
    la seconda nella parte polmonare o su di lì
    la terza sul collo o su di li.

    la respirazione utile per suonare è la prima.

    (la terza si utilizza in tecniche particolari come la respirazione circolare)
    la seconda non serve.

    il vero problema è che la collocazione dell'aria non garantisce che stai utilizzando quel tipo di respirazione :
    " visivamente vedi la pancia gonfiarsi e pensi in cuor tuo tutto bene non sto sollevando le spalle quindi l'aria che immetto è quella giusta ...............
    purtroppo spesso non è così .....ricordo come fosse oggi quanto ero in grado di mentire a me stesso ed il mio cervello era in grado di simulare una respirazione corretta (la pancia si gonfiava ma non perchè ci fosse l'aria dentro ma perchè i miei muscoli gli ordinavano di gonfiarsi.)

    torniamo però per un attimo al consiglio di Andy:
    prova a buttare via emettere eliminare tutta l'aria che hai in corpo.
    fallo molto molto lentamente con un unico espiro.
    quindi quando non hai nulla immetti lentamente molto lentamente nel tuo corpo aria nuova (in una unica soluzione molto molto lentamente ).
    noterai la pancia gonfiarsi lentamente ma progressivamente .
    (se apri la parte polmonare o sollevi le spalle già stai sbagliando se invece gonfi lentamente e progressivamente la pancia dal basso sotto l'ombelico forse sei sulla retta via.)

    quindi emetti un bel suono con il collo e vedi quanto dura. (il tutto da rilassato )
    sax tenore selmer sba 1948 mk6 m 114906 bocchino francois louis

    ancia di plasticazza (bari) m

  5. #85

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    Caro fcoltrane (fabio, federico, francesco?), oggi pomeriggio mi sono esercitato con la maggior lentezza di cui son stato capace.
    La pancia è la prima a gonfiarsi, livello dell'ombelico. Ho cercato di soffiare l'aria con la sola spinta degli addominali. L'intensità del suono era minore, il timbro buono, la durata tra i sei e i sette secondi. La spinta dell'aria in questo modo era più debole: quando l'ancia cessava di vibrare espiravo comunque l'aria rimasta. Lavorerò su questo modo. Di solito compensavo la debolezza degli addominali con la compressione della gabbia toracica. Ad ogni modo, non inarco le spalle. Penso che cambierò la mia rico n2 con una rico 1 1/2. Ci aggiorneremo. Grazie!

  6. #86

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    Ciao fcoltrane, come stai? Sto continuando i miei esercizi nel tentativo di ottenere la migliore scioltezza possibile. In effetti l'affaticamento ora è minimo, l'apnea dei primi mesi è scomparsa. Resta da aumentare durata, stabilità e intensità del suono, ma intendo procedere senza fretta (sebbene siano passati quasi sei mesi da quando ho iniziato a fare questo esercizio, ripensare agli sforzi di allora...).

    Oggi ho fatto un piccolo sgarro: ho provato a sentire come suonavano il si e il la centrale sul sax, suoni fermi.
    Ottima cosa mi son detto, timbro molto più pieno e molta meno fatica di un tempo: peccato che calassi di oltre mezzo tono! Ho incalzato il bocchino alla solita altezza, lasciando un centimetro di sughero scoperto. Oggi per riuscire a stare in tono dovevo stringere l'imboccatura da matti, tappando il suono. Ciò mi ha fatto ripensare alle fatiche dell'estate scorsa

    Ora: pensi che per correggere l'intonazione si tratti di incalzare di più il bocchino, o forse è la mia tecnica di emissione/imboccatura ad essere ancora inadeguata?

    Scusa per la divagazione! Grazie per la pazienza!

  7. #87
    non so rispondere a questa tua domanda (l'unico modo sarebbe provare il sax).
    non escludo però che alleggerendo l'imboccatura (la tensione del morso e del labbro) tu abbia trovato l'impostazione corretta ed ora risulti calante perchè la posizione del bocchino sul sax (quellla che hai utilizzato sino ad ora) non è quella corretta.

    prova a fare un video audio con il telefono e così ho più elementi per risponderti. ciao fra
    sax tenore selmer sba 1948 mk6 m 114906 bocchino francois louis

    ancia di plasticazza (bari) m

  8. #88

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    Dopo 5 mesi di esercizi - anche col sax intero - il massimo che sono riuscito ad ottenere sono 10 secondi, solo con le ance rico 2.
    L'intonazione è accettabile, cala sul do centrale. Le note alte sono faticosissime e il sax mi chiede più aria di quella che sono in grado di dargli. A questo punto penso di prendere un bocchino da studio più chiuso. Ciao!

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